Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/113: Revisione parziale della legge federale sulle professioni mediche universitarie (legge sulle professioni mediche, LPMed) · 54 pagine
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SSDV e fmch sono dell'opinione che la verifica delle conoscenze linguistiche dovrebbe essere effettuata da tutti i Cantoni e per tutti i professionisti, siano essi impegnati o meno. Non tutti i Cantoni esigono che tutti i professionisti siano autorizzati ad esercitare la professione.
CURAVIVA giudica indispensabile un certo grado di conoscenza della lingua locale; bisognerebbe però verificarlo a livello cantonale.
Santésuisse sottolinea che in futuro i Cantoni dovranno assolutamente verificare il livello di conoscenza di una lingua nazionale in sede di concessione dell'autorizzazione alla pratica medica e che tale verifica dovrà essere presa molto seriamente, data soprattutto l'importanza delle conoscenze linguistiche al fine di garantire la qualità terapeutica, essendo esse indispensabili sia per la presa in carico dei pazienti che per la messa in rete di équipe pluridisciplinari. Non basterebbe quindi attestare presso i Cantoni il possesso di buone conoscenze linguistiche: ce ne vorrebbero di ottime almeno nella lingua nazionale correntemente parlata nella rispettiva regione.
Il PCS è dell'opinione che si debba stabilire il livello minimo B2, altrimenti vi saranno delle grandi disparità tra i Cantoni. Il portafoglio europeo inquadra chiaramente questo aspetto e lo si dovrebbe utilizzare per definire l'ambito di applicazione.
La BEKAG considera indispensabile la padronanza di una lingua nazionale e, se del caso, un test linguistico in vista della concessione dell'autorizzazione a esercitare in Svizzera una professione medica come attività economica privata sotto la propria responsabilità professionale. Non ci sarebbe nulla da obiettare sulla competenza dei Cantoni a questo proposito. La BEKAG ignora se si debba uniformare i test linguistici a livello federale e in quale misura. Le sembra d'altronde che ciò non sia necessario finché le verifiche sono prive d'arbitrarietà.
UZH Rettorato avverte che questa nuova normativa creerebbe una lacuna, perché i numerosi medici che non esercitano la loro professione come attività economica privata, sotto la propria responsabilità professionale, non sarebbero più tenuti a padroneggiare una lingua nazionale. Nell'interesse della qualità delle cure ai pazienti, bisognerebbe tassativamente obbligare questi medici ad acquisire la padronanza di una lingua nazionale. Di conseguenza, UZH Rettorato chiede che questo punto venga precisato nella LPMed.
SSO dubita che i Cantoni siano in grado di organizzare degli esami di lingua specifici per professioni mediche; chiede quindi che sia i dentisti salariati che quelli che svolgono attività nel settore pubblico siano oggetto di sistematici e coerenti test linguistici.
SH reputa il controllo delle conoscenze linguistiche troppo gravoso per i piccoli Cantoni e auspica quindi che le verifiche di tali conoscenze siano affidate alle autorità preposte al riconoscimento dei diplomi o a un altro servizio da definire a livello federale, senza che per questo le si debba trattare come parte della procedura di riconoscimento dei diplomi. Inoltre, il richiedente dovrà padroneggiare la lingua del Cantone in cui esercita la professione, precisazione che dovrebbe almeno figurare nel commento alla legge.
PS invita anche a chiedersi se sia ragionevole che la verifica delle conoscenze linguistiche debba competere ai Cantoni. Se del caso, un esame che per esempio dipenda da un'autorità di accreditamento sarebbe più efficace.
GL si oppone a questo nuovo compito, non essendo chiaro il modo in cui i Cantoni dovrebbero procedere. Il fatto che tutti i Cantoni debbano istituire delle procedure appare inadeguato e inefficace. I piccoli Cantoni non dispongono di risorse a tale scopo. Bisogna quindi mantenere l’articolo 15 così com'è e lasciare che l'autorità di riconoscimento continui ad occuparsi di questa verifica.
PPD deplora questo trasferimento di competenze dalla Confederazione ai Cantoni che causerà a questi ultimi un oneroso sovrappiù di lavoro nel trattamento delle domande di autorizzazione ad esercitare la professione.
Chirosuisse considera adeguate queste novità, ma fa notare che un simile sconfinamento dalla sovranità cantonale in materia di politica sanitaria renderebbe più difficile per i richiedenti la distinzione tra le rispettive sfere di competenza della Confederazione e dei Cantoni.
FMH/ISFM e ASMAC sottolineano che il mantenuto accentramento delle verifiche linguistiche per tutti i medici rende obsoleta l'aggiunta della lettera c.