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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 46

più facile ricevere consigli e critiche da persone che sono parimenti dei militari e che in tal caso la Svizzera, grazie al suo sistema di milizia, può dare impulsi sotto il profilo dei contenuti. Inoltre il Consiglio federale è dell’opinione che nelle missioni militari di pace debba essere considerato in misura ancora maggiore il gender mainstreaming. Per quanto riguarda il promovimento militare della pace, occorre intensificare ulteriormente gli sforzi per reclutare volontarie in vista dei differenti impieghi.

Per poter fornire queste prestazioni, l’esercito deve colmare soprattutto le lacune nel settore del personale destinato a prestazioni di alto valore (per es. trasporto aereo, medici militari). Parimenti dovrà essere sfruttato meglio il potenziale dei militari di milizia, in particolare dei militari in ferma continuata e dei militari a contratto temporaneo, fermo restando che il servizio di promovimento della pace rimarrà volontario.

È possibile rinunciare in larga misura ad acquisti consistenti di materiali d’armamento destinati specificamente agli impieghi di promovimento della pace.

522 Ulteriore sviluppo dell'esercito

L'esercito deve adattarsi ai cambiamenti della situazione in materia di politica di sicurezza e della società se vuole rimanere uno strumento efficace e sostenuto dall'opinione pubblica. Tuttavia un esercito di milizia non è in grado di assimilare modifiche frequenti di basi quali il modello dell’obbligo di servizio, il reclutamento, l’istruzione o i concetti d’impiego. Logicamente occorre scegliere un processo di adeguamento progressivo. In una prima fase l’esercito deve essere consolidato; tale processo di consolidamento è in corso con la fase di sviluppo 2008/11. In una seconda fase l’esercito dovrà però essere modernizzato e ulteriormente sviluppato. Ciò comprenderà tra l’altro il miglioramento del tempo di reazione e della capacità di resistenza, la modernizzazione del sistema di milizia, lo sviluppo delle forze armate e il rafforzamento della cooperazione in materia di politica di sicurezza e di difesa.

La principale linea di sviluppo dell'esercito, risultante dalla mutata situazione di minaccia, consisterà presumibilmente nell'evolversi ulteriormente in uno strumento efficace contro molteplici minacce e pericoli, partendo dall'orientamento quasi integrale alla pura difesa territoriale contro gli eserciti stranieri che ha caratterizzato il passato, senza rinunciare alla sua funzione fondamentale, ossia la competenza di difesa.

Solo con strutture efficienti, che devono essere dedotte dalle prestazioni da fornire, l'esercito può garantire la propria prontezza all'impiego e la propria capacità di resistenza con le risorse finanziarie stabilite. In seguito allo spostamento dello sforzo principale dalla difesa a impieghi sussidiari globali di sorveglianza, guardia, sicurezza e protezione, a medio termine sarà possibile realizzare riduzioni per quanto riguarda i costi d’esercizio dell’esercito a causa del ridimensionamento dell’effettivo globale e, soprattutto, della riduzione del numero delle «formazioni robuste» (per es. truppe blindate, artiglieria) nonché della messa fuori servizio di sistemi d’arma e impianti non più necessari. Inoltre, saranno verificati e adeguati il modello dell’obbligo di servizio e il modello d’istruzione. I risparmi in tal modo realizzati saranno utilizzati per i trasferimenti interni di risorse in funzione delle nuove priorità.

5221 Compiti, prestazioni e risorse

La capacità di difesa da un attacco militare deve essere rafforzata mediante un orientamento ancor più sistematico al mantenimento e allo sviluppo delle relative competenze,