Rapporto OESA

Consultazione 2010/38: Modifica dell'ordinanza sulle epizoozie (OFE) e dell'ordinanza concernente l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (OESA) · 8 pagine

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Revisione totale dell’ordinanza sull’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (OESA): rapporto sui risultati dell’indagine conoscitiva svolta dal 2 settembre al 22 novembre 2010

Il presente rapporto traccia una sintesi dei principali risultati scaturiti dall’indagine conoscitiva. I pareri forniti in relazione alle singole disposizioni sono stati raccolti in una tabella distinta. La valutazione e la rielaborazione del progetto di ordinanza oggetto dell'indagine conoscitiva sono avvenute anche alla luce dei pareri suddetti.

A. Premessa

Nel periodo compreso tra il 2 settembre e il 22 novembre l’Ufficio federale di veterinaria (UFV) ha svolto un’indagine conoscitiva relativa alla revisione totale dell’ordinanza sull’eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (OESA).

Riguardo al progetto di OESA sono stati inoltrati 79 pareri (v. elenco dell’allegato 1): 33 da parte di governi cantonali, dipartimenti e servizi veterinari. Hanno preso posizione anche 44 associazioni, organizzazioni settoriali e imprese, come pure due privati.

La revisione totale dell’OESA mira a conservare l’equivalenza tra la normativa svizzera e quella UE. Gli aspetti più importanti concernono l’estensione del campo d’applicazione (in particolare per quanto attiene all’inclusione dei sottoprodotti derivati da latte, uova e miele), e il divieto di nutrire animali con resti alimentari, analogamente a quanto previsto da diversi anni nell’UE (il termine transitorio concordato dalla Svizzera scade il 30 giugno 2011).

B. Osservazioni di carattere generale e commenti relativi alle sezioni 1 «Disposizioni generali» (articoli 1‒3 del progetto) e 2 «Sottoprodotti di origine animale» (classificazione nelle categorie di cui agli articoli 4‒6).

Le organizzazioni e i Cantoni riconoscono quasi unanimemente la necessità della revisione, nel rispetto del principio secondo cui occorre valorizzare, per quanto possibile, i sottoprodotti di origine animale in un contesto di sicurezza sanitaria, mantenendo l’equivalenza nei confronti della legislazione UE. Globalmente il contenuto del progetto ha suscitato un ampio consenso ed è stata riconosciuta la complessità della materia trattata. Le valutazioni espresse in merito alla struttura e alla leggibilità del testo variano: secondo alcuni Cantoni il progetto è mal strutturato; altri avanzano proposte concrete concernenti un’«articolazione basata su categorie», una «lista positiva invece di deroghe», una verifica della suddivisione del testo per quanto attiene al contenuto degli articoli e agli allegati o ad una guida d’applicazione tematica e finalizzata all’attuazione (ZH, BE, LU, SZ, OW, NW, BL, ZG, SO, SG, AG, NE, JU, VD, TI, ASVC,GST, TVL, VKS-ASIC). AR, AI, GR, TG respingono il progetto, e motivano il loro rifiuto anche facendo riferimento ai divieti di foraggiamento fondati sul rischio BSE, ritenuti superati sotto il profilo scientifico. In alcuni casi viene chiesta una completa rielaborazione del progetto e una nuova indagine conoscitiva. I rappresentanti delle organizzazioni agricole, i produttori di derrate alimentari e i grandi stabilimenti d’eliminazione valutano positivamente il progetto. Ritengono che, rispetto alla normativa UE e/o alla OESA previgente, il progetto sia caratterizzato da maggiore

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