Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/51: Legge federale sull'armonizzazione delle pene nel Codice penale, nel Codice penale militare e nel diritto penale accessorio · 90 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 64Fedlex · Rapporto sui risultati

BS, SH, SH Justiz e ASM sono favorevoli all’abrogazione della disposizione.

OW e VD raccomandano di mantenere l’articolo 276. ZH respinge la modifica (per i motivi, cfr. art. 275bis AP-CP).

Il PPD ritiene che l’eventuale abrogazione dell’articolo 275bis vada valutata in modo approfondito (per i motivi cfr. art. 260quater AP-CP).

Il Centre Patronal e UNIFR sono contrari all’abrogazione della disposizione.

Il TMC chiede di rinunciare del tutto all’abrogazione di disposizioni penali del CP con riferimenti militari: l’obiettivo del progetto è innanzitutto l’armonizzazione delle pene e non l’abrogazione di disposizioni del CP (art. 276, 277, 278, 329, 330 e 331 CP) a carico del CPM. Ciò significherebbe sottoporre i civili alla giustizia militare o giudicarli in base al diritto penale militare. La politica in materia di legislazione va nella direzione esattamente opposta, ossia quella di sottrarre i civili alla giustizia militare (cfr. 07.413 iniziativa parlamentare Lang «Sottrarre i civili alla giustizia militare» 09.4095 mozione Widmer «Abolizione della giustizia militare» e 08.3290 postulato Commissione degli affari giuridici CS «Trasferimento dei compiti della giustizia militare alle autorità giudiziarie civili»). Occorre impedire che ad esempio turisti stranieri che consapevolmente non si attengono alle istruzioni di una guardia militare e, senza esserne autorizzati, entrano in una zona di tiro delimitata, costringendo un intero battaglione a interrompere un esercizio di tiro, siano puniti in base al diritto penale militare svizzero. Non raramente i membri dell’esercito che, senza giustificazione, non danno seguito all’ordine di entrare in servizio asseriscono dinnanzi al giudice istruttore militare che, se avessero risposto all’ordine, il loro datore di lavoro li avrebbe minacciati di «licenziamento in tronco». Se tali casi si verificano, il datore di lavoro (civile) è denunciato alle competenti autorità civili di perseguimento penale. Di regola, e giustamente, il datore di lavoro infatti non sottostà al diritto penale militare e alla giurisdizione militare e di conseguenza va giudicato dalle autorità civili di perseguimento penale in base alle pertinenti disposizioni del CP, tra cui in particolare l’articolo 276. Il fatto che in base a questa disposizione siano state pronunciate soltanto poche condanne non è un motivo valido per esentare da pena un comportamento che è punito dalla legislazione vigente. D’altronde, l’applicazione per analogia, a cui accenna il rapporto esplicativo a pagina 9, delle disposizioni del CPM come surrogato sufficiente in tempi di servizio attivo (in tempi di pace i pertinenti comportamenti andrebbero quindi in futuro esenti da pena?) alle figure di reato del CP da abrogare, è valida soltanto «su decisione del Consiglio federale ed entro i limiti da esso fissati» (art. 4 frase introduttiva CPM).

1.93. Articolo 277 Falsificazione d’ordini o di istruzioni

Abrogato

BS, SH, SH Justiz e ASM sono favorevoli all’abrogazione della disposizione.

VD raccomanda di mantenere l’articolo 277. ZH respinge la modifica (per i motivi cfr. art. 275bis AP-CP).

Il TPF ritiene che motivare l’abrogazione di una norma o la diminuzione delle pene con la mancata applicazione nella prassi o con il mero contenuto simbolico della disposizione è un’arma a doppio taglio.

Centre Patronal e UNIFR sono contrari all’abrogazione della disposizione. Il TMC chiede di rinunciare del tutto all’abrogazione di disposizioni penali del CP con riferimenti militari (per i