Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/97: Revisione parziale della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) · 60 pagine

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1.2.1.7 Alternative scartate

Durante l’elaborazione dell’avamprogetto di legge sono state valutate anche altre soluzioni per rispondere alle richieste formulate nella mozione 10.3014 (per i sistemi di riscossione alternativi si veda il punto 1.2.1.3 e l’Allegato I).

Gli altri criteri valutati per l’esenzione delle economie domestiche per motivi di politica sociale si sono palesati tutti ingiustificati e/o di difficile applicazione. Sono stati pertanto scartati i modelli basati sulla riduzione dei premi delle casse malati, sull’esenzione fiscale oppure, con l’aggiunta di altri criteri, sul reddito imponibile. Ritenuta inopportuna pure l’esenzione delle persone beneficiarie di aiuti sociali dato che la spesa relativa al canone di ricezione è inclusa nel calcolo del minimo vitale, conformemente alle norme della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS) applicate dai Cantoni. A questo riguardo, occorre notare che la riduzione dei proventi dovuta all’esenzione delle persone che beneficiano di prestazioni complementari ammonta ogni anno a oltre 100 milioni di franchi, e che dunque già oggi ogni economia domestica soggetta all’obbligo di pagare il canone versa un “contributo di solidarietà” di circa 35 franchi. Se venissero esentate anche le persone beneficiarie di aiuti sociali l’ammanco salirebbe a oltre 150 milioni di franchi e la fattura di ogni economia domestica aumenterebbe invece di 50 franchi. Non è invece giustificata l’esenzione delle persone ipovedenti o audiolese. Sebbene queste persone fruiscano solo limitatamente dei programmi radiofonici e televisivi, una fetta considerevole e crescente del canone viene impiegata appunto per ridurre questo divario migliorando l'accessibilità dei programmi, (sottotitolaggio, linguaggio dei segni, descrizione audio).

È stata altresì scartata la possibilità di considerare la massa salariale o il numero d’impiegati di un’impresa quale criterio per l’esenzione e la fissazione della tariffa del canone per le imprese. Entrambi i dati vengono rilevati annualmente nell’ambito dell’AVS. La decentralizzazione della banca dati avrebbe ripercussioni negative sull’efficienza del sistema, dato che le informazioni dovrebbero essere raccolte da oltre 100 casse di compensazione AVS/AI. Basandosi sulla massa salariale si finirebbe per incrementare notevolmente i costi del lavoro. Tenendo invece conto del numero d’impiegati si creerebbero distorsioni, dato che nella statistica sull’AVS non vi è alcuna distinzione tra impiego temporaneo o a tempo parziale e a tempo pieno. In questo modo verrebbero svantaggiati ad esempio l’industria alberghiera e della ristorazione o l’agricoltura, ossia i settori in cui gran parte dei rapporti di lavoro è di questo tipo.

1.2.2 Altri settori di regolamentazione

1.2.2.1 Disciplinamento delle competenze

Il compito di sorvegliare la rimanente offerta editoriale della SSR finanziata mediante i canoni di ricezione non viene esplicitamente disciplinato nella LRTV attualmente in vigore e pertanto spetta all’UFCOM, cui è stata assegnata una competenza generale in materia di vigilanza. Una situazione che si rivela delicata alla luce dell’autonomia dei programmi che la Costituzione garantisce all’emittente. Pertanto, quest’incarico viene ora affidato all’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR). Per maggiori dettagli si veda il capitolo 2.2.

Viene inoltre colmata un’altra lacuna per quanto riguarda l’indipendenza dallo Stato che la Costituzione garantisce alla radio e alla televisione (art. 93 cpv. 3 Cost.).