Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/114: Approvazione e trasposizione della Convenzione del Consiglio d'Europa su contraffazione dei prodotti sanitari e reati affini che rappresentano una minaccia per la salute pubblica (Convenzione Medicrime) · 24 pagine

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contattate direttamente. 45 risposte riguardano anche la questione della limitazione dell’importazione privata di medicamenti. Tuttavia, 12 attori hanno affermato che rinunciano ad esprimere il loro parere o che non hanno commenti in proposito.

Il presente rapporto sintetizza i pareri pervenuti. In una prima parte, le posizioni dei partecipanti alla procedura di consultazione in merito alla ratifica della Convenzione e alle modifiche della LATer e del CPP sono esposte prima da un punto di vista generale e poi articolo per articolo o per tema. Una seconda parte contiene i pareri espressi sulla questione della limitazione dell’importazione privata di medicamenti. Le abbreviazioni utilizzate figurano all’allegato 1.

3 Valutazione generale del progetto

Venti Cantoni e la maggioranza degli altri partecipanti alla consultazione che hanno espresso il loro parere (27 su 36) approvano la ratifica della Convenzione. Sei Cantoni (AI, GE, LU, SG, SO, VS), nonché l’Associazione dei farmacisti cantonali (KAV), l’Associazione padronale svizzera del settore dentale (asd), la Federazione dei medici svizzeri (FMH), Intergenerika e la Società svizzera dei Farmacisti (pharmaSuisse) approvano in linea di massima la trasposizione della Convenzione nel diritto svizzero, senza esprimersi sulla ratifica stessa.

In generale, la maggior parte di essi sono favorevoli agli adeguamenti previsti della LATer e del CPP. Molti propongono tuttavia varie modifiche.

Il Centre Patronal (CP) si oppone alla ratifica e l’Unione democratica di centro (UDC) ne mette in dubbio l’utilità, ritenendo sufficiente una trasposizione della Convenzione nel diritto svizzero. L’UDC sottolinea l’importanza di discutere e di legittimare le modifiche legislative in Svizzera, nonché di evitare le trasposizioni automatiche e i rinvii dinamici. Secondo il CP, una ratifica è come minimo prematura. Anche la Fédération des Entreprises Romandes (fer-sr) e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ritengono che la ratifica sia una questione non urgente che può attendere. Tutti e quattro, invece, si esprimono a favore della trasposizione della Convenzione nel diritto svizzero.

Inoltre, il CP ritiene che le disposizioni della Convenzione possano generare incoerenze con il diritto interno e porre problemi pratici a livello di sicurezza giuridica. La fer-sr dal canto suo teme che le disposizioni della Convenzione possano dare luogo a difficoltà di interpretazione e di applicazione e soprattutto che possano ostacolare il commercio lecito di medicamenti dal momento che gli errori involontari sarebbero assimilati alla contraffazione.

Anche l’Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero (Swiss TPH) solleva la preoccupazione che la Convenzione possa ostacolare il commercio lecito di medicamenti. Sottolinea la necessità di distinguere tra medicamenti contraffatti e violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e segnala il rischio di intralciare il commercio dei prodotti generici.

Secondo la Federazione degli avvocati svizzeri di diritto medicale (SMLA) e la FMH, la Convenzione dovrebbe piuttosto essere emanata dall’OMS, in quanto il problema è di portata mondiale e non concerne unicamente i Paesi in cui i medicamenti sono prodotti legalmente. Queste organizzazioni chiedono che il Consiglio federale intervenga presso l’OMS affinché si occupi della tematica.

Il Cantone Ticino sottolinea che l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici (Istituto) dovrebbe essere riconosciuto quale autorità principale competente in materia di lotta alla contraffazione e al mercato illegale dei medicamenti. A tale istituto dovrebbe essere attribuito il compito di gestire le procedure e coordinare le diverse attività, anche quando i reati concernono l’importazione e l’esportazione.