Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/4: Avamprogetto di legge federale concernente la vigilanza sull'assicurazione sociale contro le malattie (LVAMal) · 50 pagine

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santésuisse, Groupe Mutuel e SVK chiedono di disciplinare più esattamente il calcolo dei rischi a livello di ordinanza e di garantire la parità di trattamento di tutti gli assicuratori. L’entrata in vigore (della OAMal con le nuove disposizioni inerenti alle riserve basate sulla valutazione dei rischi) al 1° gennaio 2012 è possibile solo con un periodo transitorio di cinque anni, mancando ancora prescrizioni in materia di riserve di fluttuazione per i rischi di capitale nonché di valutazione del livello sufficiente di accantonamenti per i casi assicurativi non liquidati e di applicazione delle norme già in vigore in materia di riserve da parte dell‘UFSP.

SIC Svizzera, RVK, Lumneziana, Vita Surselva e kmu-Krankenversicherung appoggiano il calcolo delle riserve in funzione dei rischi. L’introduzione di questo nuovo sistema dovrebbe tuttavia essere preceduta da una fase di test allo scopo di valutare le sue ripercussioni sull’intero settore; inoltre, la legge dovrebbe precisare le principali caratteristiche delle riserve basate sulla valutazione dei rischi nonché prevedere la piena valutazione dei diritti di riassicurazione e l’obbligo di riassicurazione per le casse con piccoli portafogli di assicurati. SIC Svizzera postula altresì un trasferimento di competenze al Consiglio federale (tra l’altro in materia di investimento di riserve e accantonamenti).

ÖKK, RVK, Lumneziana, Vita Surselva e kmu-Krankenversicherung chiedono la cancellazione di «in particolare», poiché l’elencazione è esaustiva.

Assura è contraria allo svolgimento del Test svizzero di solvibilità (SST), che potrebbe causare continue oscillazioni dei premi a breve termine.

La SLKK ritiene che i rischi di mercato e di credito nel settore dell'assicurazione sociale malattie siano di secondaria importanza e che, inoltre, sarebbe inopportuno menzionare nella legge sulla vigilanza rischi finanziari ai quali risulterebbe esposto solo un numero limitato di assicuratori, sostenendo che il reporting già attualmente previsto ha dimostrato la sua validità.

Secondo la FMH dovrebbe essere preso in esame il passaggio dalle riserve basate sui premi a una garanzia contro il rischio di perdite (ad esempio dello Stato), analoga a quella adottata nel settore immobiliare.

Le organizzazioni di tutela dei consumatori appoggiano la disposizione.

Unione svizzera dei contadini e Unione svizzera delle donne contadine e rurali propongono la riconferma del metodo attuale di calcolo dei premi e delle riserve, sostenendo che il calcolo delle riserve in funzione dei rischi non avrebbe senso in un regime di finanziamento basato sul sistema di ripartizione delle spese; esso condurrebbe a un incremento dei costi amministrativi delle casse malati senza migliorare il tenore di sicurezza degli assicurati; per contro, il sistema attuale consentirebbe all’autorità di vigilanza di reagire molto prontamente (aumento dei premi nel corso dell’anno). Inoltre, esse ritengono che lo stato insufficiente delle riserve di determinate casse malati non sia imputabile all’attuale base legale, ma piuttosto all’applicazione insufficiente delle norme vigenti.

USAM appoggia la disposizione ma chiede che agli assicuratori venga concesso sufficiente tempo per introdurre il nuovo sistema e coprire eventuali mancanze di riserve; il futuro ammontare delle riserve dovrebbe essere determinato in modo tale da non costringere le casse ad accantonare consistenti nuove riserve; USAM ritiene inoltre che le riserve di fluttuazione per gli investimenti non debbano essere integrate nelle riserve basate sulla valutazione dei rischi.

Richard Eisler propone l’abrogazione delle disposizioni in materia di riserve, affermando che la pressione concorrenziale spinge gli assicuratori a considerare adeguatamente i loro rischi e a costituire opportune riserve; a suo avviso, gli assicuratori hanno sempre cercato il migliore sistema di valutazione dei rischi, rammentando che sono essi stessi, in primis, a