Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/103: Ordinanze della nuova legge sulle epidemie del 28 settembre 2012 (LEp) · 82 pagine
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4. Dal 1995 è conosciuta una quarta forma, la variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (vMCJ). Viene provocata probabilmente dal consumo di carne di bovini affetti da encefalopatia spongiforme bovina (BSE). Questa forma di malattia può comparire in giovane età e potrebbe anche essere trasmessa da persona a persona con trasfusioni di sangue.
In Svizzera l'UFSP sorveglia insieme al centro di riferimento nazionale per le malattie da prioni e in collaborazione con i rappresentanti delle società svizzere per psichiatria, neurologia e neuropatologia le encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE), come viene chiamata anche la MCJ. Tra il 1996 e il giugno 2012 sono stati individuati 227 casi accertati della variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob a livello mondiale (vMCJ). Diversi lavori sperimentali ed epidemiologici hanno rafforzato le ipotesi del collegamento tra BSE e vMCJ. In Svizzera non sono mai stati rilevati casi di vMCJ.
I prioni sono molto resistenti contro gli effetti fisici e chimici come sterilizzazione con calore secco fino a 300° e con calore umido a 121°, ultrasuoni, radiazioni UV, radiazioni ionizzanti, alcol, formaldeide, ossido d'etilene ecc. Molti metodi di preparazione al riutilizzo degli strumenti dopo interventi medici e chirurgici non sono perciò sufficientemente efficaci contro i prioni. Di conseguenza il Consiglio federale ha elaborato nel 2002 un'ordinanza concernente la prevenzione della malattia di Creutzfeldt-Jakob negli interventi chirurgici e medici (ordinanza sulla MCJ)10. Il contenuto dell'ordinanza prevede due tipi di provvedimenti: da un lato la normativa concernente le condizioni di sterilizzazione per dispositivi medici riutilizzabili, in particolare per strumenti chirurgici e medici, dall'altro il divieto di utilizzare dura madre (Dura mater) di origine umana in chirurgia.
L'articolo 19 capoverso 2 LEp conferisce al Consiglio federale la competenza di emanare prescrizioni per la prevenzione della trasmissione di malattie. Ai sensi della lettera a di questa disposizione il Consiglio federale può obbligare gli ospedali, le cliniche e altre istituzioni del settore sanitario a decontaminare, disinfettare, sterilizzare i propri dispositivi medici. La presente disposizione contiene le concretizzazioni necessarie a livello di ordinanza. Dal punto di vista contenutistico viene ripresa l'ordinanza sulla MCJ del 2002.
Il capoverso 1 obbliga ospedali e cliniche a decontaminare e disinfettare i dispositivi medici invasivi riutilizzabili, in particolare gli strumenti chirurgici, secondo lo stato della scienza e della tecnica (lett. a) e a sterilizzarli a 134° con vapore acqueo saturo sotto pressione durante 18 minuti (lett. b).
Il capoverso 2 regolamenta la situazione e la procedura nel caso in cui i dispositivi medici possono essere danneggiati dal metodo descritto al capoverso 1. I dispositivi medici che, in base alle indicazioni del produttore, possono essere danneggiati dalla procedura di sterilizzazione, non possono essere riutilizzati, qualora possano essere sostituiti da dispositivi medici simili in grado di tollerare la procedura.
Anche gli studi medici sono obbligati a rispettare le prescrizioni di cui al capoverso 1 qualora vengano utilizzati dispositivi medici per interventi neurochirurgici, oftalmologici, otorinolaringoiatrici o per interventi di chirurgia maxillo-facciale (cpv. 3).
Rimane vietato ogni tipo di trapianto di dura madre di origine umana (cpv. 4). La dura madre è la parte più esterna delle meningi.
Art. 28 Messa a disposizione di materiale d’informazione e di prevenzione da parte delle aziende e degli organizzatori di manifestazioni
L'articolo 28 concretizza l'obbligo della prevenzione di trasmissione di malattie ai sensi dell'articolo 19 capoverso 2 lettera b LEp.
Dal 1986 la Confederazione e i Cantoni lottano contro la diffusione del virus HIV che provoca l'Aids. La strategia nazionale per la lotta contro l'Aids e dal 2011 anche contro le altre infezioni sessualmente trasmissibili si basa sul principio che ogni persona può proteggersi da sola. Con campagne pubblicita-
10 RU 2002 3902