Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/115: Legge federale sulla sicurezza delle informazioni (LSI) · 56 pagine

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Il PS chiede di stralciare l’articolo 82. Secondo questa disposizione i servizi competenti delle infrastrutture critiche possono, per sventare pericoli, trattare e comunicare dati personali, in particolare elementi d’indirizzo nel settore delle telecomunicazioni, e questo addirittura all’insaputa delle persone interessate. Adducendo così il pretesto della sicurezza delle informazioni, la disposizione creerebbe uno strumento per consentire il trattamento di dati personali degni di particolare protezione di un gran numero di persone. Mancherebbe qualunque tipo di controllo o base legale per poter porre un freno a eventuali abusi. La presente legge federale deve invece garantire la gestione sicura di informazioni e non deve essere utilizzata come espediente per poter svolgere attività di intelligence.

Tenendo conto del principio costituzionale della buona fede e di conseguenza anche del principio di trasparenza nell’ambito della protezione dei dati, secondo privatim il trattamento di dati personali all’insaputa delle persone interessate finalizzato a sventare pericoli è giustificato solo se, una volta venuto meno il presunto pericolo, la persona interessata riceve una comunicazione al riguardo, analogamente alle procedure perviste ad esempio per l’osservazione, l’inchiesta mascherata e l’indagine in incognito (art. 283, 298 e 298d CPP). L’articolo 82 LSIn deve quindi essere completato in tal senso.

LB non mette in dubbio che la protezione delle infrastrutture che secondo l’articolo 3 capoverso 3 LSIn sono indispensabili per il funzionamento della società, dell’economia e dello Stato rivesta grande importanza. Tuttavia, per quanto riguarda l’ingerenza nei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, anche in questo ambito occorre rispettare il principio secondo cui l’attività dello Stato deve essere proporzionata allo scopo (art. 5 cpv. 2 Cost.). In un periodo in cui i cittadini esprimono forti dubbi verso le misure di sorveglianza statali è quindi difficile comprendere come l’avamprogetto della LSIn possa conferire ai gestori di infrastrutture critiche la competenza:

 di trattare (cfr. art. 3 lett. e/f LPD), ovvero raccogliere, memorizzare, utilizzare, analiz-

zare e archiviare per un periodo di tempo indeterminato,

 dati personali, in particolare elementi d’indirizzo, ma anche dati degni di particolare

protezione ai sensi dell’articolo 3 lettera c LPD, di tutto il settore delle telecomunica-

zioni,

 di propria iniziativa, senza un motivo specifico quale il sospetto di un crimine,

 senza autorizzazione da parte di un’autorità giudiziaria o perlomeno di un’autorità po-

litica competente e responsabile,

 senza limitazioni temporali e materiali;

 di comunicare i dati raccolti alle autorità e organizzazioni assoggettate, ai servizi

competenti dei Cantoni e addirittura a terzi (ovviamente nel quadro dell’adempimento

dei rispettivi compiti) e

 di non informare in merito le persone interessate dopo la conclusione della sorve-

glianza, contrariamente a quanto stabilito dall’articolo 279 CPP,

 mentre per tali attività di sorveglianza detti gestori non devono essere sottoposti a

controlli indipendenti di alcun tipo.

La protezione delle infrastrutture critiche è di fondamentale importanza per la società, l’economia e lo Stato. Tuttavia i principi basilari dell’attività dello Stato e la tutela dei diritti fondamentali non devono essere sacrificati in nome della protezione delle infrastrutture critiche. Occorre trovare un equilibrio tra sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.

Articolo 83 Disposizioni completive del Consiglio federale

TG chiede, come nel commento all’articolo 82 dell’avamprogetto della LSIn, di prescindere dallo svolgimento di attività di intelligence.