Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/137: Iv.pa. 11.431. Iniziativa parlamentare. Riabilitazione delle persone internate su decisione amministrativa · 15 pagine

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Riferimento/n. dossier: COO.2180.104.7.25960 / 462/2012/00151

I. Introduzione

In Svizzera, fino al 1981, era possibile internare giovani adulti per «oziosità», «condotta dissoluta», «vita sregolata» e motivi simili, collocandoli in istituti spesso non idonei, ad esempio penitenziari. Poiché l’internamento era di norma disposto dalle autorità amministrative, si parla di «internamenti amministrativi». Le basi legali applicate prima del 1981, anno

dell’entrata in vigore delle disposizioni sulla privazione della libertà a scopo d’assistenza,

divergevano in modo consistente dagli standard odierni. In molti casi l’interessato non poteva ad esempio avvalersi di un esame da parte di un’autorità giudiziaria. Anche l’esecuzione di questi «internamenti amministrativi» va definita problematica: infatti, un gran numero di persone è stato collocato in penitenziari, in assenza di una condanna penale. Dalle testimonianze pervenute risulta inoltre che non erano rari i casi in cui le autorità abusavano delle proprie competenze o dimostravano di non essere in grado di gestire la situazione. Nell’ottica odierna si può affermare che la prassi e la situazione giuridica dell’epoca si sono talvolta tradotte in torti enormi nei confronti delle vittime.

Nell’ambito del trattamento dell’iniziativa parlamentare Rechsteiner (11.431 Riabilitazione delle persone internate su decisione amministrativa), la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) ha elaborato un avamprogetto1 di legge federale sulla riabilitazione delle persone internate sulla base di una decisione amministrativa con rispettivo rapporto esplicativo2.

L’obiettivo della nuova normativa è di riconoscere il torto inflitto alle persone internate su decisione amministrativa (qui di seguito «internati amministrativi») e di contribuire alla soddisfazione morale.

Il 12 novembre 2012 la CAG-N ha invitato i Cantoni, i partiti rappresentati in Parlamento e le associazioni e le organizzazioni interessate a partecipare alla consultazione conclusasi il 22 febbraio 2013. 43 dei 59 interpellati hanno trasmesso il proprio parere, due hanno esplicitamente rifiutato di esprimersi, mentre altri sei hanno deciso di propria iniziativa di partecipare alla consultazione. In totale sono quindi pervenuti 49 pareri3.

II. Panoramica dei risultati della consultazione

a) Valutazione generale

Dalla consultazione emerge l’incontestato e pressoché unanime4 giudizio che agli internati amministrativi è stato inflitto un torto e che è quindi necessario tentare di contribuire alla soddisfazione morale. Una maggioranza di 34 partecipanti approva anche l’emanazione di una legge federale in materia5; alcuni accolgono tale proposta senza riserve6, altri invece formulano vari commenti e proposte di modifica in merito.

1 2 3 Hanno risposto 25 Cantoni (eccetto GE), la CDOS, 6 partiti (UDC, PS, PPD, PLR, Verdi, PEV), l’UCS, l’ACS, l’Unione svizzera degli imprenditori, l’USC, l’USS, 2 Commissioni federali (CFQF, CFIG), 9 organizzazioni e istituzioni interessate, nonché un privato 4 Ad eccezione del Centre Patronal 5 AG, BE, BL, BS, FR, GL, GR, JU, OW, NW, UR, SG, SO, VD, VS, ZG, CDOS, PPD, PEV, PLR, Verdi, PS, ACS, UCS, USC, USS, CFIG, CFQF, Ravia, Integras, Geraubte Kindheit, Fremdplaziert, netzwerk-verdingt, UniGE 6 UR, GL, FR, GR, AG, VS, JU, PPD, PLR, PS