Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/55: Ordinanza sulla costruzione di abitazioni secondarie · 13 pagine

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Capoverso 2

Come già illustrato nell’ingresso, la presente ordinanza serve a chiarire il campo di

applicazione dell’articolo 75b Cost. fino all’emanazione della legge di esecuzione.

Articolo 2 Abitazioni esistenti

Capoverso 1

Nel quadro della presente ordinanza, una disposizione riguardante le abitazioni esistenti può avere soltanto carattere di dichiarazione. Qui viene tuttavia proposta una simile disposizione.

L’incertezza riguardo a cosa succede con le abitazioni già esistenti l’11 marzo 2012 ha suscitato grandi timori. Nella maggior parte dei casi, le abitazioni di vecchia data non sono state autorizzate quali abitazioni primarie o abitazioni secondarie, bensì semplicemente quali abitazioni. Sarebbe in parte anche difficile stabilire come è stata utilizzata una casa prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali. Vi sono stati inoltre timori

riguardo alle regioni strutturalmente deboli, soprattutto nel caso in cui un’abitazione primaria non possa essere venduta o affittata come tale. La possibilità di poter continuare a utilizzare o a vendere simili oggetti quali abitazioni primarie o abitazioni secondarie in base alla

necessità anche dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali costituisce una parte essenziale della loro attrattiva e anche del loro valore. Gli obiettivi della

disposizione costituzionale, ossia che venga aumentata la quota di abitazioni primarie e che la popolazione locale possa di nuovo trovare spazio abitativo, non andrebbero ostacolati dal fatto che molti potrebbero esitare a utilizzare o ad affittare temporaneamente come abitazioni primarie quelle che fino ad allora erano le loro abitazioni secondarie se non fosse più

possibile un successivo cambiamento di destinazione.

L’articolo 75 Cost. chiede un’utilizzazione parsimoniosa del suolo e un ordinato insediamento del territorio, obiettivi raggiungibili soltanto se il parco immobiliare esistente viene rinnovato e le riserve di utilizzazione nella regione già abitata vengono esaurite. In particolare le regioni strutturalmente deboli sono confrontate alla difficoltà causata dal fatto che, nei nuclei dei paesi, gli edifici non vengono più ristrutturati e rimangono vuoti, provocando la perdita di vitalità dei nuclei stessi. Gli edifici vuoti e non sottoposti a manutenzione nei nuclei dei Paesi hanno un effetto negativo. Perciò è nell’interesse pubblico se un’abitazione viene utilizzata quale abitazione secondaria, curando in questo modo l’edificio e l’immagine del luogo. Dove opportuno, devono poter essere densificati i nuclei dei paesi e ristrutturate le abitazioni secondarie. Anche in Comuni con una quota di abitazioni secondarie di oltre il 20 per cento, aiutando a non indebolire ulteriormente le prospettive di tali Comuni e a proteggere il

paesaggio da un’ulteriore dispersione degli insediamenti.

Se la costruzione di nuove abitazioni secondarie viene limitata, nei luoghi in cui è alta la loro richiesta è da mettere in conto che un numero sempre maggiore di abitazioni primarie sarà trasformato in abitazioni secondarie. Vanno così perse abitazioni per la popolazione

residente e i lavoratori stagionali, facendo rincarare gli affitti. Se la richiesta di abitazioni secondarie si sposta sugli alberghi esistenti, al settore alberghiero mancheranno letti. Vari Comuni turistici si sono già attivati, introducendo sia zone alberghiere volte a promuovere e a mantenere il settore alberghiero3 sia norme in materia di abitazioni primarie4, così da

3 P. es. Pontresina, Saanen, Pontresina