Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/55: Ordinanza sulla costruzione di abitazioni secondarie · 13 pagine

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garantire spazio abitativo per la popolazione locale. Con la menzione «eventuali restrizioni d’uso» si intende evidenziare che il cambiamento di destinazione non è possibile per

abitazioni primarie che nel recente passato, in Comuni con prescrizioni sulle abitazioni primarie/secondarie (EWAP, normative riguardanti il contingentamento ecc.), sono state autorizzate come tali con un pertinente obbligo d’uso (fino alla scadenza di un eventuale termine per tale obbligo d’uso quale abitazione primaria).

La disposizione considera anche il caso del decesso del proprietario di un’abitazione

primaria, sempre che gli eredi vogliano mantenere in famiglia l’abitazione, utilizzandola talvolta anche in proprio. Essi non devono essere costretti a lasciarla vuota oppure a

venderla o ad affittarla quale abitazione primaria.

Capoverso 2:

Rimane di competenza di Cantoni e Comuni adottare misure contro sviluppi indesiderati e abusi, per contrapporsi a una pressione legata alle richieste di cambiamenti di destinazione d’uso e garantire un rapporto equilibrato tra abitazioni primarie e secondarie (cfr. anche art. 8 cpv. 2 LPT). Non è ad esempio auspicabile se, a causa del divieto di costruire abitazioni secondarie e del cambiamento di destinazione che rimane possibile, le abitazioni primarie appartenenti ai residenti aumentano talmente di valore che essi non possono più tenerle, con la conseguenza di venire a poco a poco allontanati dai nuclei dei paesi. È ad esempio abusivo vendere la propria abitazione primaria quale abitazione secondaria e al contempo costruire una nuova abitazione primaria su un terreno in zona edificabile non ancora edificato nel Comune in questione o in un Comune limitrofo (costruzione sostitutiva) per ottenere agevolazioni finanziarie. Per contrastare simili sviluppi e abusi, si possono emanare

prescrizioni di diritto edilizio per limitare del tutto o in parte la possibilità di cambiamento di destinazione. Ad esempio, i cambiamenti di destinazione possono essere vincolati a

un’autorizzazione edilizia e si può prevedere di autorizzarli solamente se 10 anni prima o dopo il cambiamento di destinazione non è stata o non sarà edificata una costruzione

sostitutiva abusiva. Sono ipotizzabili anche prescrizioni di diritto edilizio in base alle quali i cambiamenti di destinazione sono autorizzati soltanto se nel contempo un determinato numero di abitazioni secondarie è destinato allo sfruttamento commerciale.

Articolo 3 Abitazioni secondarie

Delle esigenze dei residenti e del settore alberghiero di garantire uno sviluppo equilibrato delle infrastrutture ricettive turistiche nel settore alberghiero e in quello paralberghiero, per poter così anche in futuro costruire nuove abitazioni secondarie sfruttate a scopi turistici qualificati, non si tiene conto, come era l’intenzione in un primo tempo, con una definizione in senso stretto della nozione di abitazioni secondarie, bensì nel quadro dell’articolo 5

capoverso 2 dell’ordinanza.

La scelta è caduta su una definizione in senso ampio della nozione di abitazioni secondarie chiaramente separata dalle abitazioni primarie, con conseguenti facilitazioni nel rilevamento, nell’aggiornamento, nel controllo ecc., riallacciandosi al domicilio in virtù del diritto civile. Esso si trova là dove si risiede con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente, dove si ha fissato

4 P. es. Astano, Collina d’Oro, Saas Fee, Val d’Illiez, Vaz/Obervaz (Lenzerheide)