Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/55: Ordinanza sulla costruzione di abitazioni secondarie · 13 pagine
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il centro degli interessi vitali e dove si pagano le imposte. Normalmente, quindi, dove si dorme, si trascorre il tempo libero e si trovano gli effetti personali.
La nozione di abitazioni secondarie scelta ha quindi una certa attinenza con quanto chiesto dalla disposizione costituzionale sulle abitazioni secondarie, ossia di combattere i «letti freddi», e presenta il vantaggio di essere chiara. Rispetto a una definizione della nozione in senso (più) stretto, aumenta leggermente la quota delle abitazioni secondarie.
A questa seconda definizione di abitazioni secondarie appartengono anche le abitazioni per residenti settimanali e delle ditte che le mettono a disposizione dei collaboratori per un breve periodo. Non è stato possibile disciplinare nell’ordinanza transitoria un’eccezione per questo tipo di abitazioni in modo tale da impedire abusi in quantità notevole.
Articolo 4 Presunzione
Capoverso 1
Oggi non esiste una statistica a livello nazionale su cui poggiarsi affinché possa avere luogo una rilevazione esatta della quota di abitazioni secondarie nei Comuni. Il Registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA) consente tuttavia di avere un quadro verosimile. Si presume che le abitazioni occupate temporaneamente (ossia quelle nel REA non attribuite a persone con domicilio o dimora) siano potenziali abitazioni secondarie5. Se in un Comune la quota delle abitazioni occupate permanentemente si situa ad almeno l’80 per cento del totale delle abitazioni, la quota di abitazioni secondarie dovrebbe situarsi non al disotto il 20 per cento. I Comuni sono tenuti ad avere ultimato l’armonizzazione del registro entro il 31
dicembre 2012, ossia ad avere attribuito tutte le persone alle proprie abitazioni o ai propri edifici. Le cifre esatte dovrebbero essere pubblicate alla fine del 2013 dall’Ufficio federale di statistica.
Valutazione REA, stato 31 dicembre 2011
• a fine 2011 circa il 90 per cento di tutti i Comuni aveva attribuito almeno il 98 per cento
degli abitanti a un’abitazione
• circa 1 760 Comuni hanno almeno l’80 per cento di abitazioni occupate
permanentemente
• circa 130 Comuni hanno meno dell’80 per cento di abitazioni occupate permanentemente
(quota delle persone attribuite < 98 per cento)
• circa 600 Comuni hanno meno dell’80 per cento di abitazioni occupate permanentemente
(quota delle persone attribuite < 98 per cento)
Sulle definizioni di cui all’articolo 3 della legge sull’armonizzazione dei registi (LarRA; RS 431.02)
5 La quantità di abitazioni che non vengono qualificate come «occupate permanentemente» nel senso della LarRa non coincide con la quantità delle abitazioni secondarie nel senso della definizione di cui all’articolo 3 del presente progetto di ordinanza. Questa incongruenza a livello di definizione è però accettabile. Come hanno mostrato simulazioni, le «abitazioni occupate permanentemente» nel senso della LarRa consentono quale base di dati statistica deduzioni indirette plausibili sul numero di abitazioni secondarie in un Comune. Si tiene così conto della particolare situazione di partenza statistica che la deduzione sul numero delle abitazioni secondarie è concepita quale presunzione confutabile (cfr. anche cpv. 3).