Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/55: Ordinanza sulla costruzione di abitazioni secondarie · 13 pagine

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Comune di residenza: Comune in cui una persona risiede con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente per costituirvi il centro della propria vita in modo riconoscibile agli occhi di terzi; una persona è considerata residente nel Comune in cui ha depositato il documento richiesto e può avere solamente un Comune di residenza.

Comune di soggiorno: Comune in cui una persona dimora per un determinato scopo almeno per tre mesi consecutivi o per tre mesi sull’arco di un anno, senza l’intenzione di stabilirvisi durevolmente; il Comune in cui una persona dimora allo scopo di frequentarvi una scuola o in cui si trova l’istituto di educazione, l’ospizio, la casa di cura o lo stabilimento penitenziario in cui essa è collocata costituisce un Comune di soggiorno.

Capoverso 2

L’attribuzione degli abitanti alle abitazioni non è ancora stata fatta da tutti i Comuni, così che al momento i dati presentano lacune. Affinché anche in tali Comuni al momento dell’entrata in vigore dell’ordinanza sia possibile accertare immediatamente se rientrano nel campo di applicazione, in vece di fondarsi sul REA ci si basa sui dati del censimento federale della popolazione 2000 (VZ 2000). I Comuni con dati REA incompleti (meno del 98 per cento degli abitanti attribuiti alle abitazioni) rientrano nel campo di applicazione dell’ordinanza se la quota di abitazioni occupate temporaneamente si situa al 20 per cento e più6. Con il

capoverso 2 si intende impedire che città e Comuni con dati REA incompleti, per i quali si può presumere una quota di abitazioni secondarie ben sotto il 20 per cento, siano soggetti alle disposizioni dell’ordinanza e siano perciò costretti ad adottare provvedimenti.

L’importanza del capoverso 2 finirà in secondo piano con il completamento del REA e con la pubblicazione dei dati statistici a fine 2013 da parte dell’Ufficio federale di statistica.

Un raffronto tra i dati rilevati sulla base del REA e quelli in conformità con VZ 2000 non mostra notevoli divergenze quanto ai Comuni, la cui quota di abitazioni secondarie si situa presumibilmente sopra il 20 per cento. A prescindere dai dati sui quali ci si basa, i Comuni interessati dall’ordinanza rimangono all’incirca gli stessi.

Nel capoverso 2 si è rinunciato a fissare a una quota più bassa (p. es. al 15%) le abitazioni secondarie, sebbene sia naturalmente pensabile che negli ultimi dodici anni sia salita a oltre il 20 per cento. Ma, per mancanza di possibilità di valutazione precise, fissare una quota inferiore al 20 per cento sarebbe assai difficile e avrebbe un che di arbitrario.

Capoverso 3

L’Ufficio federale dello sviluppo territoriale pubblica sullo stato provvisorio

dell’armonizzazione dei registri una lista dei Comuni soggetti all’ordinanza sulla base di tale presunzione. Se i Comuni dispongono di basi di dati migliori di quelle menzionate nei

capoversi 1 e 2 con le quali possono provare che la loro quota di abitazioni secondarie si situa al di sotto del 20 per cento, la lista è adeguata di conseguenza. Essa serve tuttavia soltanto per aiutare a orientarsi.

6 Tra i Comuni con una quota di abitazioni secondarie di oltre il 20 per cento vengono annoverati anche quelli dove la quota di abitazioni occupate temporaneamente sommate alle abitazioni non occupate si situa oltre il 30 per cento. Si tratta di 9 Comuni (Stato dei Comuni al 1° gennaio 2012).