Rapporto lungo

Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 46 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 7Fedlex · Rapporto sui risultati

TI reputa necessaria una riduzione delle aliquote dell’imposta sull’utile per i Cantoni che non beneficiano delle altre misure di politica fiscale previste.

CP giudica necessario un abbassamento, ma chiede anche una riduzione dell’imposta federale diretta.

GEM sottolinea che la riforma fiscale deve basarsi in primo luogo su un’aliquota d’imposta sull’utile efficace e competitiva, che nei Cantoni della Svizzera occidentale caratterizzati da un’elevata densità di società multinazionali e in particolare in quelli in cui sono presenti società che non possono beneficiare di altre misure (ad es. società attive nel commercio di materie prime) deve attestarsi attorno al 13 per cento. Le altre misure proposte hanno un effetto puramente complementare e non devono pregiudicare una rapida introduzione di queste aliquote fiscali.

veb.ch reputa la riduzione necessaria e ritiene corretta una partecipazione proporzionale della Confederazione alle minori entrate fiscali.

L’ASEFID è favorevole alle riduzioni dell’imposta cantonale sull’utile, ma critica il fatto che la RI imprese III non tenga conto del fatto che un numero crescente di Paesi presuppone un livello di imposizione minima (CFC Rules).

GastroSuisse chiede che le aliquote d’imposizione delle imprese vengano ridotte in ampia misura e che venga creata una banda di oscillazione vincolante per la loro fissazione.

UCS, Conférences des villes suisses sur les impôts e la Città di Ginevra reputano la

riduzione delle imposte sull’utile non opportuna o non sostenibile per le città.

Economiesuisse, la SSIC, ASB e SwissHoldings respingono tutte le misure relative alla sistematica della legislazione tributaria, ad eccezione dello scioglimento sistematico e fiscalmente neutrale delle riserve occulte in caso di cambiamento di statuto e della modifica della ripartizione fiscale internazionale delle società principali.

L’ASEFID ritiene che soltanto gli adeguamenti della deduzione per partecipazioni costituiscano un miglioramento della sistematica della legislazione tributaria sulle imprese. Le altre misure sono di natura fiscale o politica.

L’UDC si riserva la facoltà di esprimere un rifiuto o un consenso definitivo solo dopo la rielaborazione delle misure proposte o l’aggiunta delle ulteriori misure richieste.

SAB chiede che il principio riconosciuto a livello internazionale di tassare gli utili nel luogo in cui sono stati realizzati venga applicato anche a livello intercantonale. Ciò riguarda in particolare la soppressione della tassazione privilegiata e il trasferimento degli utili presso i partner- azionisti delle centrali idroelettriche. In tal modo si vuole incrementare la capacità di autofinanziamento e il potenziale delle risorse dei Cantoni di montagna.

USF propone di esaminare una revisione totale della legislazione tributaria sulle imprese,

affinché la complessa opera normativa vigente possa essere sostituita da un sistema più semplice e chiaro.

L’USAM ritiene eccessivamente complesse, poco adeguate e in parte già superate le misure proposte.

Il PS è del parere che l’Amministrazione federale giudichi eccessivamente elevata la sensibilità fiscale delle aziende soggette a una tassazione privilegiata. Un moderato incremento delle imposte sull’utile non genererebbe a suo giudizio un esodo significativo.

Le FFS sono favorevoli all’introduzione di tutte le misure relative alla legislazione tributaria sulle imprese che impediscono una doppia imposizione fiscale e/o che tengono maggiormente conto dell’imposizione secondo la capacità economica.

Contrari

Una risicata minoranza di partecipanti alla consultazione (PST, Travail.Suisse, AGFU, UCS, Alliancesud, Gastrosuisse, Comune di Ittigen, Città di Schlieren, Swiss Textiles) si dichiara contraria all’indirizzo di politica fiscale.

PST biasima il regalo fiscale a favore delle grandi imprese.