Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/131: Legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese) · 139 pagine
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L’abolizione della tassa d’emissione sul capitale proprio riduce l’effettivo onere fiscale marginale sugli investimenti finanziati con nuovo capitale proprio. La misura è molto efficace, perché riduce l’onere fiscale soltanto sui nuovi investimenti, ossia su quelli non ancora realizzati, quindi non provoca effetti di trascinamento. Inoltre la tassa d’emissione sul capitale proprio non presenta alcun vantaggio, bensì diversi svantaggi rispetto ad altre imposte, che mirano a tassare i redditi patrimoniali in base al principio della fonte per le società di capitali (imposta sull’utile e imposta sul capitale):
• Base di calcolo inadeguata: la tassa d’emissione sul capitale proprio grava,
nell’ambito di una tassazione ex ante, il reddito ipotetico e non, come nel caso di una tassazione ex post, il reddito effettivamente conseguito. Tenuto conto della capacità economica, si genera così da una parte un’imposizione eccessiva degli investimenti finanziati con capitale proprio, che non sono più in grado di raggiungere la redditività auspicata inizialmente. D’altra parte gli investimenti con una redditività superiore alla media sono sottotassati, poiché gli elementi del reddito che rappresentano rendite economiche sono esonerati dalla tassazione37. Sotto il profilo dell’efficienza dell’allocazione di capitali ciò non è corretto, poiché l’imposizione delle rendite economiche non provoca praticamente effetti di distorsione. Per il fatto che non tiene conto della diversa redditività di un investimento, la tassa d’emissione sul capitale proprio è parimenti inferiore all’imposizione ex post del reddito effettivamente conseguito anche dal punto di vista dell’equità fiscale orizzontale.
• Rinuncia all’effetto assicurativo dell’imposizione: con l’imposizione ex ante
del reddito ipotetico si annulla inoltre l’effetto assicurativo dell’imposizione del reddito effettivamente conseguito. A differenza dell’imposizione ex ante, nel caso dell’imposizione ex post il fisco partecipa al rischio, cioè alla fortuna o alla sfortuna degli investitori. Sulla scorta di questo effetto di assicurazione (effetto Domar-Musgrave), gli investitori si ritengono soddisfatti con un premio sul rischio più basso. Nel singolo caso l’effetto assicurativo diventa importante in particolare quando il patrimonio del detentore di quote è costituito principalmente da quote della stessa impresa. Questa situazione non è rara per gli imprenditori proprietari. A causa dell’esistenza dell’accumulo di rischi rimane loro preclusa la ripartizione dei rischi tramite la diversificazione del portafoglio consigliata usualmente.
Anche le riduzioni dell’imposta cantonale sull’utile sgravano gli investimenti, finanziati con nuovo capitale proprio (finanziamento in partecipazioni) o utili tesaurizzati (autofinanziamento). A differenza di quanto avviene con l’abolizione della tassa d’emissione, si producono tuttavia effetti di trascinamento, perché la riduzione
37 Una rendita economica si definisce quale eccedenza delle entrate rispetto ai costi opportunità complessivi destinati al loro ottenimento. Questi costi opportunità si compongono, nel caso di un investimento, di tutte le posizioni di costo (costi per materie prime e prodotti intermedi, macchinari, servizi, salari, imposte, interessi sul capitale di terzi ecc.) più gli interessi usuali del mercato sul capitale proprio investito. Se le entrate previste coprono unicamente i costi opportunità, ne risulta un valore liquido pari a zero e l’investimento è appena redditizio. Se le entrate superano i costi opportunità, il valore liquido risulta più elevato, dando origine a una rendita economica. Visto che un valore liquido pari a zero è sufficiente per avere un progetto d’investimento redditizio, la rendita economica non è rilevante per decidere se un progetto d’investimento debba essere attuato oppure no.