Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/33: Ordinanza sul contratto normale di lavoro per il personale domestico (CNL personale domestico) · 17 pagine
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La proroga del CNL è inoltre prassi comune nei Cantoni che hanno adottato CNL con salari minimi. Ad esempio, il CNL per il personale domestico del Canton Ginevra adottato nel maggio 2005 è stato più volte prorogato.
3.2 Proroga del CNL per il personale domestico
A causa della mancanza di dati statistici sulla ripartizione dei salari e sull’andamento nel ramo delle economie domestiche private non si può determinare con certezza l’entità del dumping salariale in questo ramo. I controlli effettuati nel quadro delle misure collaterali18 mostrano che nel 2012 il 16 per cento delle aziende controllate (economie domestiche) ha violato le disposizioni del CNL sui salari minimi. Dal 2010 i controlli cantonali in questo ramo si sono intensificati, il che spiegherebbe l’aumento del tasso di infrazioni rispetto agli anni precedenti. Il livello relativamente elevato di tale tasso potrebbe inoltre essere dovuto al fatto che dall’introduzione del CNL per il personale domestico vi è più chiarezza sul salario da rispettare.
Tuttavia, la proroga del CNL per il personale domestico non può essere decisa basandosi unicamente sul tasso di infrazioni ma occorre prendere in considerazione anche altri fattori di politica del mercato del lavoro, ad esempio i Paesi da cui provengono i lavoratori domestici.
L’andamento dell’immigrazione mostra che in Svizzera la domanda di collaboratori domestici e di personale di assistenza provenienti dagli Stati dell’UE/AELS aumenta ogni anno. L’immigrazione da questi Stati è cresciuta sia per quanto riguarda i lavoratori che sottostanno all’obbligo del permesso con un profilo dell'economia domestica (+20%) sia per i dimoranti temporanei soggetti all’obbligo di notifica per servizi fino a 90 giorni per anno civile (+54%) occupati nel ramo «Prestazioni di servizi nelle economie domestiche private» (cfr. figure 2 e 3) Rispetto agli Stati dell’UE-17/AELS, la quota degli Stati dell’UE-8 nel ramo dell’economia domestica è superiore alla media (25%).
Infatti, l’immigrazione dagli Stati dell’UE-8, in cui vi sono salari molto più bassi rispetto a quelli svizzeri, è in continuo aumento. Negli ultimi nove anni la domanda di personale domestico è stata coperta in misura crescente da cittadini di tali Stati. La quota dei cittadini dell’UE-8 rispetto al totale degli immigrati con una professione nel ramo dell’economia domestica è salita dallo 0,2 per cento nel 2003 al 25 per cento nel 2012 (cfr. Fig. 1). Nel 2010 il Consiglio federale ha adottato il CNL per il personale domestico principalmente per proteggere i lavoratori provenienti da tali Paesi dal rischio di dumping salariale. Considerata la forte immigrazione di persone con un profilo dell’economia domestica e l’aumento delle persone soggette all’obbligo di notifica soprattutto dagli Stati dell’UE-8 tale rischio sussiste ancora, come dimostra anche l’elevato tasso di infrazioni ai salari minimi prescritti nel CNL. In generale, considerata l’evoluzione demografica e l’invecchiamento della popolazione, è prevedibile che la domanda di servizi di assistenza e di aiuto nelle economie domestiche private rimarrà tale o aumenterà.
Considerato il tasso tuttora elevato dell’immigrazione in questo ramo vi è una continua pressione sui salari. Se il CNL per il personale domestico non fosse prorogato né sostituito da altre misure, la pressione sui salari e di conseguenza il rischio di abusi aumenterebbero. Pertanto, secondo la CT della Confederazione, la definizione di salari minimi vincolanti per il personale domestico è uno strumento adeguato per contrastare il dumping salariale e prevenire gli abusi. È quindi
18 Rapporto del 26 aprile 2013 sull'attuazione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012