Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/59: Modifica dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio (incl. Direttive tecniche sulle zone edificabili e Integrazione della Guida alla pianificazione direttrice) · 51 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 34Fedlex · Rapporto sui risultati

Lettera a

Basilea Campagna approva il tenore della lettera a e in particolare la disposizione che prevede che l’area di uscita con qualsiasi tempo sia adiacente alla scuderia. Nel caso di edifici già esistenti questo requisito sarà spesso difficile da soddisfare, a causa dell’esiguità degli spazi. È stata dunque una decisione opportuna stabilire espressamente che le aree di uscita con qualsiasi tempo non adiacenti dalla scuderia e eventuali spiazzi per l’utilizzazione dei cavalli devono coincidere.

È opportuno riservare, in caso non sia possibile garantire un’area di uscita adiacente alla scuderia, l’eventuale spiazzo sia per gli esercizi di equitazione sia per l’uscita dei cavalli (ZH). Tuttavia, in caso di un numero di cavalli più elevato la doppia utilizzazione dello spiazzo non è proponibile. Per questo occorre riservare la possibilità alle aziende più grandi (ad es. con più di 16 cavalli) di allestire una superficie aggiuntiva per permettere l’uscita degli animali (ZH, SG).

L’idea della doppia utilizzazione è di per sé sbagliata, sia per l’animale sia per il cavaliere e occorre, pertanto, autorizzare l’allestimento separato di uno spiazzo per l’utilizzazione e di un’area per l’uscita con qualsiasi tempo (JU, SG).

Le disposizioni previste sono sproporzionate e troppo restrittive; alle autorità competenti dovrebbe essere concessa una maggiore discrezionalità (PBD, COFICHEV, Petizione per la salvaguardia del settore equino svizzero, Pferdewoche, FSSE, Swisshorse, VSP-FSEC).

È assolutamente necessario che la superficie minima prevista dalla legislazione sulla protezione degli animali sia mantenuta senza includere la superficie necessaria per un’eventuale giostra (TIR).

Lettera b

Il Canton Svitto richiede che la superficie minima delle aree per l’uscita con qualsiasi tempo ai sensi della legislazione sulle protezione degli animali non sia da rispettare unicamente quando si toccano superfici per l’avvicendamento delle colture, ma anche quando un’estensione maggiore pregiudicherebbe altri interessi pubblici preponderanti, in particolare le esigenze della protezione della natura e del paesaggio.

Il Canton Vallese chiede sia stralciata la possibilità di superare la superficie minima stabilita dalla legislazione sulla protezione degli animali.

Diversi partecipanti alla consultazione respingono il disciplinamento della superficie minima alla lettera b (BS, GL, SG, TI; Pro Tier, TIR).

La superficie minima proposta per le aree di uscita con qualsiasi tempo è fino a sei volte inferiore rispetto a quando raccomandato dall’OPAn (PBD, PPD; COFICHEV, Petizione per la salvaguardia del settore equino svizzero, Pferdewoche, FSSE, Swisshorse, VSP-FSEC). La soglia massima della superficie per l’area di uscita stabilita nella misura del doppio della superficie minima è troppo restrittiva; i parametri della legislazione sulla protezione degli animali che stabiliscono dimensioni minime finiscono sempre per fissare delle soglie che, se superate, portano a costituire un reato. È controproducente che dimensioni minime siano impiegate come parametri per giudicare la tenuta di animali (PPD).

Diversi partecipanti alla consultazione criticano che l’importanza delle superfici di avvicendamento e il benessere degli animali siano considerati alla stessa stregua.

Mettere sullo stesso piano le superfici di avvicendamento e il benessere degli animali costituirebbe un grave precedente, poiché potrebbe essere fatto valere anche nel caso di altri animali da reddito (ad es. sistemi di stabulazione aperti per bovini su superfici di avvicendamento o in caso di costruzioni di nuovi edifici o ristrutturazioni): una simile correlazione è respinta formalmente (PBD; COFICHEV, FSSE). Il fabbisogno così rivendicato si situa nell’ordine di millesimi della superficie per l’avvicendamento dell’intero Paese. Questa misura rappresenterebbe una considerevole limitazione per le aziende che detengono cavalli e, nel contempo, il suo contributo alla lotta contro la perdita di terreni 34/51

412/2004-00920/41/22/04/06/M461-0129