Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine
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renze fondamentali di Esercito XXI, anche se ciò si evince soltanto implicitamente dalla documentazione per la consultazione. Secondo il PS, la lacuna principale dell’USEs è rappresentata dalla pressoché totale assenza di riferimenti all’ampliamento, assolutamente necessario dal punto di vista della politica di sicurezza, della cooperazione civile-militare internazionale, subordinata alla politica civile e integrata nel sistema di sicurezza collettivo dell’ONU. Il PS propone una riforma dell’esercito non più dettata principalmente dai vincoli del federalismo e delle finanze, come accaduto finora, bensì coerentemente orientata alle sfide in materia di politica di sicurezza. Suggerisce inoltre di attuare le due fasi
dell’«abbandono della condotta autonoma della guerra» e dell’«aumento dell’efficienza e dell’efficacia dell’esercito» con una coerenza ancora maggiore rispetto a quella prevista nel rapporto concernente l’USEs.
L’UDC respinge il progetto legislativo nella sua forma attuale e dichiara di poterlo approvare esclusivamente se verranno apportate modifiche sostanziali, tra cui in particolare l’innalzamento del limite di spesa a 5,4 miliardi di franchi e dell’effettivo regolamentare dell’esercito a 120 000 militari. È inoltre contraria alla riduzione della durata dei corsi di ripetizione e respinge, in linea di principio, anche la partecipazione di militari all’assistenza umanitaria e al promovimento della pace.
Il Partito cristiano sociale di Obvaldo, il Partito popolare cristiano sociale dell’Alto Vallese, il Partito evangelico svizzero, la Lega dei Ticinesi e il Movimento dei Cittadini Romandi non hanno risposto all’invito a partecipare alla consultazione.
3.3 Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle Città e delle regioni di montagna
L’Unione delle città svizzere ha dichiarato di rinunciare a esprimere un parere per mancanza di capacità disponibili, pur riconoscendo l’indiscussa importanza del progetto legislativo.
L’Associazione dei Comuni Svizzeri e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna non hanno risposto all’invito a partecipare alla consultazione.
3.4 Associazioni mantello nazionali dell’economia
Impiegati Svizzeri accoglie favorevolmente la migliore compatibilità tra vita civile e servizio militare grazie a una maggiore flessibilità e ritiene che, in futuro, l’esercito e l’economia debbano essere ulteriormente armonizzati tra loro al fine di consentire una pianificazione individuale del coordinamento tra la carriera civile e quella militare.
A causa delle limitate risorse a disposizione, la SSIC non è al momento in grado di valutare il progetto legislativo e rinuncia pertanto a esprimere un parere.
Per l’USI, l’esercito rimane il principale «produttore» di sicurezza del nostro Paese. L’USI accoglie favorevolmente il maggiore impegno da parte dell’esercito nella ricerca di un equilibrio tra i diversi interessi dei datori di lavoro, dell’esercito stesso e dei militari. Approva pertanto la riduzione della durata dei corsi di ripetizione annuali, che, a suo avviso, contribuisce a migliorare l’accettazione dell’esercito e del sistema di milizia da parte della società dimostrando concretamente che il servizio è richiesto soltanto per il periodo strettamente necessario. L’USI rinuncia a esprimere un parere di principio sul progetto legislativo, precisando che le questioni concernenti l’organizzazione e il finanziamento dell’esercito non rientrano nella sua sfera di competenza.
L’USAM chiede in primo luogo che il progetto legislativo venga sospeso finché non saranno chiariti i relativi fondamenti strategici (RAPOLSIC 2010 o nuovo RAPOLSIC) e, in secondo luogo, che venga rinviato al Consiglio federale e rielaborato ponendo l’accento sulla difesa. Ritiene inoltre che i parametri fissati dal Parlamento per quanto concerne il quadro finanziario e l’effettivo dell’esercito, ossia rispettivamente «5 miliardi» e «100 000 militari», debbano assolutamente essere rispettati senza mai scendere al di sotto di tali valori. Secondo l’USAM, le prestazioni dell’esercito non possono essere definite sulla base degli effettivi, ma vanno presentate sotto forma di cataloghi delle competenze raggiunte, in base ai quali si procede poi all’incorporazione dell’effettivo di personale. L’USAM è contraria all’abrogazione