Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine

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momento della stesura del presente rapporto. La CG MPP ritiene inoltre che nel rapporto esplicativo manchi un chiaro riferimento ai futuri compiti dei Cantoni in ambito militare e parte dal presupposto che siano mantenuti i compiti attuali. Per evitare doppioni, viene infine sottolineata la necessità di armonizzare il profilo prestazionale dell’esercito nell’ambito dell’appoggio a favore delle autorità civili con i profili prestazionali delle organizzazioni partner del sistema integrato della protezione della popolazione e della strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+.

L’ASF, la SSU e l’ASSU accettano con riserve il rapporto concernente l’USEs, affermando che, sebbene sia importante e necessario colmare le carenze, alcuni importanti aspetti di questo ulteriore sviluppo dell’esercito risultano problematici o incompleti e devono essere ritoccati o corretti. Le tre associazioni ritengono inoltre che le carenze di Esercito XXI vadano assolutamente eliminate o almeno corrette, sottolineando come uno stallo nelle misure relative all’ulteriore sviluppo si ripercuota negativamente sull’intero esercito. Secondo la SSU, in situazioni particolari o addirittura straordinarie l’esercito deve essere pronto a salvaguardare o ripristinare la libertà e l’indipendenza del Paese, in collaborazione con tutti gli attori coinvolti nell’architettura di sicurezza. La SSU ritiene tuttavia che, allo stato attuale, l’esercito non possa più garantire tale prontezza. Per questo sottolinea la necessità di avviare l’ulteriore sviluppo almeno nella misura indicata e di fare tutto il possibile, a medio e a lungo termine, affinché l’esercito possa nuovamente soddisfare questo principio fondamentale della nostra politica. La SSU sottolinea inoltre come il rapporto esplicativo fornisca un quadro eccessivamente roseo della situazione in alcuni ambiti decisivi.

In linea di principio, l’ASSgtm approva l’ulteriore sviluppo dell’esercito e accoglie favorevolmente le modifiche legislative proposte. Considera tuttavia incomprensibile l’atteggiamento del Consiglio federale svizzero, opposto a quello del Parlamento, e lo percepisce come sprezzante nei confronti dei soldati.

La VSWW condivide la direzione di marcia della riforma, ma ritiene che, nel dettaglio, vi sia una chiara necessità di apportare correzioni. È dell’avviso che la dottrina e il sistema di prontezza debbano essere ampiamente rielaborati e che il limite di spesa vada fissato ad almeno 5 miliardi di franchi l’anno. La VSWW considera inoltre indispensabile descrivere concretamente e in maniera comprensibile le capacità esistenti come pure le lacune di capacità, le loro conseguenze sul sistema complessivo e la pianificazione delle relative soluzioni. La struttura, l’organizzazione e il materiale in dotazione sono subordinati a tali criteri e devono essere orientati a questi ultimi.

L’ASM rinuncia a esprimere un parere poiché, nell’ottica degli obiettivi dell’associazione, il progetto legislativo non suscita particolari osservazioni.

Alliance F, il Forum Helveticum, la Federazione dei medici svizzeri, il Center for Security Studies, la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera, il Nuovo movimento europeo Svizzera, l’Associazione del personale della Confederazione, il Consiglio svizzero per la pace, l’Associazione svizzera di politica estera, swissPersona, la Comunità d’interessi svizzera delle collaboratrici sanitarie CRS e l’Associazione dei quadri della Confederazione non hanno risposto all’invito a partecipare alla consultazione.

3.6 Partecipanti non invitati individualmente

Nel suo parere, l’ASA si mostra, in linea di principio, espressamente contraria alla proposta relativa all’USEs e presenta alcune osservazioni critiche. Qualora il Consiglio federale non dovesse allinearsi al decreto del Parlamento, che prevede 100 000 militari e un limite di spesa di 5 miliardi di franchi l’anno, l’ASA respingerebbe il progetto legislativo per motivi di principio. In merito alla modifica delle basi legali, l’ASA condivide le proposte dell’AWM, mentre per il resto si concentra su determinati aspetti principali. In considerazione dei risultati della votazione popolare del 22 settembre 2013 sull’iniziativa volta ad abolire l’obbligo di prestare servizio militare, in occasione della quale il Popolo si è pronunciato a favore del mantenimento di tale obbligo, l’ASA sostiene con particolare enfasi che un nuovo progetto legislativo debba essere esplicitamente imperniato sui militari di milizia in quanto cittadini-soldati.