Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 11Fedlex · Rapporto sui risultati
[Geben Sie Text ein]
dell’OEs e alla ripresa dei suoi contenuti nella legge militare (LM). Ritiene infatti che i due atti normativi debbano essere separati definendo nella LM le condizioni quadro e nell’OEs la relativa concretizzazione. Qualora, nonostante tali considerazioni, l’USEs venisse mantenuto nella sua forma attuale, l’USAM chiede che siano apportati almeno alcuni adeguamenti alle basi legali (cfr. relativo capitolo).
Economiesuisse, l’Unione Svizzera dei Contadini, l’Associazione svizzera dei banchieri, l’Unione sindacale svizzera e Travail Suisse non hanno risposto all’invito a partecipare alla consultazione.
3.5 Associazioni mantello nazionali per la politica di sicurezza e la politica mili-
tare
L’ASNI respinge il progetto legislativo sottolineando la necessità di una sua radicale rielaborazione. Ritiene infatti che, contrariamente all’apparente connotazione positiva del termine, l’USEs non rappresenti un ulteriore sviluppo dell’esercito, bensì una nuova massiccia riduzione del personale e delle risorse materiali e finanziarie dell’esercito stesso. Per l’ASNI, si tratta di un progetto legislativo dettato esclusivamente dalle finanze federali e non di un progetto conforme alla Costituzione e adeguato alle attuali minacce. L’ASNI è dunque dell’avviso che tale progetto legislativo metta in pericolo lo spazio di sicurezza rappresentato dalla Svizzera in quanto piazza industriale, formativa e finanziaria e comprometta di conseguenza la reputazione del nostro Paese quale Stato libero, indipendente, sicuro e neutrale nonché, in ultima analisi, i nostri posti di lavoro e il nostro benessere. Ritiene inoltre che le basi legali esistenti siano sufficienti per eliminare le carenze individuate nell’esercito. A tale proposito, chiede che, nel messaggio, venga dimostrata nel dettaglio la costituzionalità del progetto legislativo e che, in tale ambito, siano valutati i pertinenti atti normativi vigenti. L’ASNI sottolinea come l’esercito di milizia e la sua coesione interna (spirito di corpo) richiedano continuità e stabilità, motivo per cui una terza riorganizzazione radicale nell’arco di dieci anni non sarebbe sostenibile. A suo avviso, la rielaborazione del progetto legislativo dovrebbe essere incentrata sui militari in quanto cittadini-soldati soggetti all’obbligo di prestare servizio militare nonché sul principio di milizia conformemente alla Costituzione federale. L’ASNI ritiene altresì che nel progetto legislativo e in un eventuale messaggio all’attenzione del Parlamento debba essere integrato il glossario relativo al Rapporto sull’esercito 2010, che a sua volta andrebbe completato con termini comprensibili a tutti e armonizzati con le definizioni civili (per es. guerra asimmetrica e ibrida, difesa, grave minaccia alla sicurezza interna).
Secondo l’AWM, i criteri fissati dal Consiglio federale non corrispondono alle aspettative delle formazioni di milizia e devono pertanto essere rielaborati introducendo i seguenti parametri minimi: un limite di spesa annuo pari ad almeno 5 miliardi di franchi (preferibilmente 5,4 mia. fr.); un effettivo di almeno 100 000 militari (preferibilmente 120 000 o 200 000 come finora); nessuna limitazione a 5 milioni di giorni di servizio annui; una dottrina unitaria per l’intero esercito; una reale capacità di difesa come ragion d’essere e compito primario dell’esercito nonché un’adeguata valorizzazione della componente di milizia. Qualora tali parametri minimi non dovessero essere ripresi nel progetto legislativo, l’AWM si adopererebbe a favore di un rinvio di quest’ultimo. L’AWM è inoltre dell’avviso che le carenze individuate e accertate dell’esercito attuale debbano essere eliminate senza attendere la conclusione del processo USEs. I termini che non vengono definiti con precisione nel glossario relativo al Rapporto sull’esercito («attacco militare»), come pure quelli che non sono contenuti in tale glossario («difesa», «guerra ibrida», «grave minaccia») o che presentano definizioni diverse («situazione straordinaria»), vanno definiti in modo preciso e la loro validità deve estendersi all’intero ambito della Rete integrata Svizzera per la sicurezza.
In linea di principio, CH condivide l’orientamento dell’USEs e considera nel proprio parere soltanto i punti che, a suo avviso, devono essere rielaborati.
Il GSsE non vede nel presente progetto legislativo una vera riforma e, per tale motivo, lo respinge. A suo avviso, l’esercito rimane comunque sovradimensionato e, di conseguenza, eccessivamente costoso. Secondo il GSsE, l’unica riforma vera ed efficace sarebbe