Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine

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l’abolizione dell’obbligo di prestare servizio militare. Nella presente riforma, il GSsE critica in particolare l’applicazione anticostituzionale dell’obbligo di prestare servizio militare nonché il fatto che l’esercito continui a essere orientato verso l’interno e a prestare aiuto in caso di catastrofe. Il GSsE chiede inoltre un accesso più semplice al servizio civile, l’equiparazione della durata di quest’ultimo a quella del servizio militare e l’apertura del servizio civile anche alle donne.

La CDDGP rinuncia a esprimere un parere e lascia che siano i singoli Cantoni a pronunciarsi in merito al progetto legislativo.

La CNAM, che rappresenta e tutela gli interessi di 33 associazioni militari mantello nazionali con un totale di circa 100 000 membri, esprime una certa comprensione per eventuali atteggiamenti negativi nei confronti del progetto legislativo, ma riconosce i numerosi aspetti positivi delle modifiche e degli approcci in esso contenuti. Accettando il progetto legislativo, pur con alcune riserve, la CNAM è pertanto convinta di agevolare l’ulteriore sviluppo dell’esercito e di favorirne un’attuazione rapida e mirata. Condivide inoltre espressamente quanto affermato dalla SSU. Per la CNAM è infine particolarmente importante che venga migliorato il disciplinamento delle attività fuori del servizio delle associazioni e società militari, analogamente a quanto avviene per il tiro.

PL ritiene che il titolo «ulteriore sviluppo» sia un vero e proprio eufemismo e afferma che sarebbe più corretto parlare di «riduzione», «riduzione al minimo» o addirittura «dimezzamento». Poiché tuttavia, in ultima analisi, un’opposizione di principio gioverebbe ancora una volta soltanto agli avversari dell’esercito, per PL si tratta ora di trarre il maggior beneficio possibile dalla riduzione dell’esercito cercando di ottimizzare determinati aspetti. PL è dell’avviso che le continue riforme compromettano la qualità del nostro esercito e che sia dunque giunto il momento di agire con maggiore accortezza nell’ambito della pianificazione strategica. Questo perché, come sottolinea PL, l’idea di Stato «Svizzera» e la neutralità armata non sono concetti provinciali propugnati da qualche tradizionalista.

PM riconosce i lati positivi delle novità o del ripristino di vecchi elementi nell’USEs, come per esempio due scuole reclute (SR) l’anno nonché il miglioramento dell’istruzione dei quadri (pagamento del grado), della prontezza e dell’equipaggiamento, ma ritiene che il progetto legislativo presenti gravi carenze e debba pertanto essere rinviato per una rielaborazione. PM continua a impegnarsi a favore di un esercito credibile, che dovrebbe prevedere un effettivo di 120 000 militari o, come soluzione minima, conforme soltanto in misura limitata alla Costituzione, almeno 100 000 militari (effettivo regolamentare) e una dottrina unitaria per l’intero esercito. Secondo PM, un esercito credibile deve comprendere almeno due brigate (blindate) meccanizzate (br [bl] mecc) adeguatamente equipaggiate nonché forti formazioni di fanteria coordinate tra loro e tali da poter essere impiegate durante tutte le fasi di un’escalation. PM ritiene che le strutture di comando dell’esercito debbano essere notevolmente semplificate e orientate a una condotta permanente in caso di escalation. Le formazioni d’impiego devono altresì presentare una struttura piramidale ed essere adeguatamente rappresentate in seno al Comando dell’esercito. I miglioramenti nell’ambito dell’istruzione vanno inoltre realizzati nel più breve tempo possibile e, per garantire un esercito ancora credibile, PM sottolinea la necessità di mettere a disposizione almeno cinque miliardi di franchi o un budget ancora superiore (più la compensazione del rincaro). A suo avviso, infine, i miglioramenti in materia di istruzione e prontezza, incontestabili e urgenti, devono essere attuati il più rapidamente possibile fondandosi sulle basi legali vigenti.

In linea di principio, la CG MPP accoglie favorevolmente le misure previste al fine di migliorare il rapporto tra le prestazioni dell’esercito necessarie per garantire la sicurezza della Svizzera e le risorse a disposizione. Riconosce che sono stati avviati passi concreti volti a eliminare le carenze riscontrate ed è quindi di principio favorevole alla revisione delle basi legali per l’ulteriore sviluppo dell’esercito. Inoltre, prende atto con soddisfazione del fatto che alcune fasi di sviluppo suggerite dai Cantoni già nel quadro di Esercito XXI più di dieci anni fa vengono riprese nell’attuale progetto legislativo, ma non accetta la riduzione delle prestazioni nell’ambito degli impieghi d’appoggio. La CG MPP propone pertanto un limite di spesa di 5 miliardi di franchi. Un fattore decisivo per l’approvazione della riforma da parte dei Cantoni è tuttavia rappresentato dal Concetto relativo agli stazionamenti, non ancora disponibile al