Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/129: Codice penale e Codice penale militare (attuazione dell'art. 123<i>c</i> Cost.) · 50 pagine

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invece, le persone la cui incapacità è dovuta all’effetto temporaneo di alcool, droghe, o altri motivi.

− Le persone dipendenti, inette a resistere o incapaci di discernimento: come

accennato al numero 1.4.1, la maggior parte dei reati commessi su persone inette a resistere, incapaci di discernimento o dipendenti non è legata a una specifica attività professionale o extraprofessionale organizzata svolta dall’autore.

Un rapporto di dipendenza può ad esempio instaurarsi tra un apprendista e il suo supervisore o, più in generale, tra un impiegato e il suo superiore o tra uno psicoterapeuta e il suo paziente44, e lo stesso può capitare alle persone ricoverate o collocate in uno stabilimento, detenute, incarcerate o imputate45. Un rapporto di dipendenza potrebbe inoltre venirsi a creare anche tra un pubblico ufficiale (p. es. il capo del dicastero edilizia o degli affari sociali o il funzionario cui compete la decisione circa la concessione di sovvenzioni, ecc.) che sfrutti la sua posizione di forza nei confronti del richiedente46.

Inetto a resistere può essere ad esempio chi sia sotto anestesia o si trovi sul lettino del fisioterapista47 o sulla sedia ginecologica48. Un’interdizione che prevenisse tutte le situazioni di questo tipo non avrebbe limiti. Come dimostrano gli esempi precedenti, in quasi tutte le attività professionali o extraprofessionali organizzate può verificarsi un contatto con persone dipendenti, inette a resistere o incapaci discernimento. Ne consegue che in questi casi occorrerebbe pronunciare un’interdizione pressoché assoluta, che comporterebbe il divieto di esercitare qualsiasi professione o attività del tempo libero organizzata. È evidente che una soluzione di questo tipo sarebbe sproporzionata.

Molti dei reati commessi su questa categoria di persone sono comunque commessi su «minorenni» o «persone particolarmente vulnerabili». Se la vittima non è un minorenne né una persona particolarmente vulnerabile, l’interdizione a vita deve essere ristretta alle attività esercitate frequentemente su persone inette a resistere, incapaci di discernimento o dipendenti, in particolare le attività terapeutiche e di cura. Si pensi ad esempio agli esempi citati dello psicoterapeuta, del fisioterapista49 e del ginecologo50. Un’interdizione che si applichi a questi settori specifici può di conseguenza essere opportuna per tutelare dai reati sessuali le persone inette a resistere, incapaci di discernimento o dipendenti, e per impedire le recidive.

Un rapporto di dipendenza si instaura di frequente nei settori dell’insegnamento e dell’esecuzione delle misure penali. Gli alunni sono di norma minorenni – quantomeno nei primi anni del loro percorso formativo. Ne consegue dunque che in questi casi può essere pronunciata un’interdizione a tutela dei minorenni. Le persone sottoposte a misure terapeutiche ai sensi degli articoli 59–61 CP o quelle internate conformemente all’articolo 64 CP soffrono di norma di disturbi psichici di lunga durata e necessitano di assistenza per condurre un’esistenza normale. Si tratta dunque di persone particolarmente vulnerabili nel senso

fanciulli», n. 6.4.1.

44 Maier, art. 188 n. 7 e art. 193 n. 7 segg. con rimandi a DTF 124 IV 13 e DTF 131 IV 114.

45 Art. 192 CP.

46 Maier 2013, art. 193 n. 6.

47 DTF 133 IV 49; sentenza del Tribunale federale del 2 dic. 2008, 6B.527/2008.

48 Sentenza del Tribunale federale del 3 ott. 2005, 6S.448/2004.

49 DTF 133 IV 49; sentenza del Tribunale federale del 2 dic. 2008, 6B.527/2008.

50 Sentenza del Tribunale federale del 3 ott. 2005, 6S.448/2004.