Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/132: Approvazione e trasposizione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) · 77 pagine

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razione incoraggia lo sviluppo di materiale informativo destinato a diversi gruppi target e sostiene un servizio di mediazione per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili.

La protezione dell’infanzia spetta in primo luogo ai Cantoni, i cui servizi si occupano di quasi tutti gli aspetti riguardanti lo sviluppo dei bambini. A livello federale, la politica dell’infanzia e della gioventù, i diritti dell’infanzia nonché la protezione e la promozione dei fanciulli e della gioventù competono all’UFAS, che fornisce informazioni e adotta misure per migliorare la cooperazione tra i diversi attori. Intrattiene inoltre contatti e scambi con i diversi uffici federali attivi nel campo della protezione dei minori e con i Cantoni, e sovvenziona organizzazioni che si adoperano in tutta la Svizzera per la prevenzione dei maltrattamenti e dell’abbandono di minori.

In virtù dell’ordinanza dell’11 giugno 201091 sui provvedimenti per la protezione dei fanciulli e dei giovani e il rafforzamento dei diritti del fanciullo, la Confederazione può attuare programmi o progetti nazionali, con carattere sperimentale, volti a proteggere i minori e i giovani, nonché concedere aiuti finanziari a organizzazioni private senza scopo di lucro attive a livello nazionale o di regione linguistica. Sulla base della suddetta ordinanza la Confederazione stessa promuove due programmi nazionali di prevenzione della violenza: il programma «Giovani e media» (2011 - 2015)92, che, attraverso le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione, sensibilizza il pubblico anche sulle questioni legate alla violenza sessuale e psichica nei confronti dei bambini, e il programma «Giovani e violenza» (2011 - 2015)93, con cui sostiene gli sforzi preventivi dei Cantoni, delle Città e dei Comuni nel campo della violenza giovanile.

I Cantoni conducono campagne di sensibilizzazione, in particolare sull’educazione non violenta. Nel 2012 per esempio il Servizio per la protezione dell’infanzia del Cantone di Soletta ha avviato una campagna sull’educazione senza punizioni corporali. Nella prima fase della campagna gli specialisti dei settori interessati sono stati informati della portata e delle ripercussioni del fenomeno nonché della situazione giuridica in Svizzera. Sono state inoltre illustrate le possibilità di punire senza ricorrere alle pene corporali. Nel corso della seconda fase è stata istituita un servizio di consulenza telefonica specializzato per i genitori che picchiano i propri figli o che corrono il rischio di farlo. L’obiettivo della terza fase, in corso dal 2014, è informare il vasto pubblico e in particolare i genitori, facendo riferimento alla consulenza telefonica e ricordando che l’impiego della violenza nell’educazione è illegale.

Anche le organizzazioni non governative realizzano progetti di prevenzione. Per esempio la fondazione Protezione dell’infanzia Svizzera conduce dal 2013 una campagna nazionale di sensibilizzazione contro le punizioni corporali e per un’educazione non violenta. Dal 2011 la National Coalition Building Institute Svizzera conduce un progetto contro le punizioni corporali («Aucun enfant ne les mérite: élevons notre voix pour une éducation non-violente!»94) che promuove la discussione e mira a far capire ai bambini e agli adolescenti che le punizioni corporali non sono giuste.

91 RS 311.039.1

92 Cfr. http://www.giovaniemedia.ch/it/home.html

93 Cfr. http://www.jugendundgewalt.ch/it.html

94 http://www.ncbi.ch/cmsms/fr/Accueil/