Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/146: Ordinanza concernente la vigilanza sull'assicurazione sociale contro le malattie (OVAMal) · 40 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 32Fedlex · Rapporto sui risultati
medswiss.net fa notare che una trasmissione di dati ampia come quella prevista dal progetto dell'OVAMal non può riflettere la volontà del legislatore e non è nemmeno necessaria per esercitare la funzione di vigilanza. medswiss.net chiede pertanto una profonda rielaborazione degli articoli 82 e 83 nel rispetto dello scopo legale. Affinché la proporzionalità sia garantita occorre che l’UFSP, per adempiere il suo compito di vigilanza, sia autorizzato a rilevare solo dati aggregati. Anche le vigenti disposizioni esecutive dell'OAMal devono essere riviste in tal senso. Questi articoli non devono porre l’accento su «tutte le informazioni e i documenti giustificativi necessari», bensì sui dati «necessari all’esercizio della vigilanza».
pharmaSuisse sottolinea che la quantità di dati da trasmettere deve essere appropriata e proporzionata. Dato che i costi amministrativi che ne risultano sono a carico degli assicurati, occorre prestare attenzione affinché il principio di proporzionalità rimanga preservato. Per motivi di costi e di efficienza, a una raccolta di dati sistematica e indifferenziata pharmaSuisse preferirebbe un’indagine mirata su denuncia o sulla base di un sospetto, anche se ciò richiederebbe una revisione completa dell’ordinanza.
curafutura fa notare che, in generale, non è chiaro per quale scopo i dati individuali degli assicurati vengano raccolti e utilizzati. Le rilevazioni in questione, infatti, oltre a cagionare enormi oneri amministrativi agli assicuratori (e all’autorità di vigilanza), contribuiscono in misura determinante a rendere il paziente trasparente. Mentre gli assicuratori-malattie sono sottoposti a un’ampia legislazione in materia di protezione dei dati nonché, a intervalli regolari, a controlli volti a verificare se rispettano le relative prescrizioni, con la trasmissione di dati prevista, l’autorità di vigilanza si ritroverà sommersa da una valanga gigantesca di dati non necessari ai fini della vigilanza.
Ad oggi l’autorità di vigilanza non può addurre alcuna motivazione plausibile riguardo all’uso dei dati conforme allo scopo. Tutto ciò che si può constatare è che i risultati sinora ottenuti dall’autorità di vigilanza non richiedevano la raccolta di dati individuali. A suo modo di vedere, le disposizioni degli articoli 82 e 83 OVAMal devono essere completamente rielaborate e, affinché il principio della proporzionalità sia rispettato, occorre che l’UFSP sia autorizzato a raccogliere ai fini della vigilanza solo dati aggregati. Al riguardo, curafutura è del parere che anche le vigenti disposizioni esecutive dell'OAMal debbano essere riviste in tal senso.
curafutura fa inoltre notare che l’articolo 85 OVAMal estende la vigilanza sugli assicuratori ai loro partner commerciali senza alcuna base legale per farlo. Ciò vale anche per il vigente articolo 28a OAMal.
santésuisse e SVK osservano che, in linea generale, la trasmissione di dati personali non aggregati più disparati (dati individuali a livello di posizioni tariffali) richiesta dall’ordinanza rende il paziente trasparente. Per esercitare la funzione di vigilanza prevista dalla legge, tali dati non sono necessari e pongono inoltre la questione della loro protezione. Una trasmissione di dati come quella prevista dall'OVAMal estende notevolmente la prassi attuale per cui, malgrado la base legale sancita nell'OAMal, deve essere considerata sproporzionata. Infine, non è chiaro a quale scopo l’autorità di vigilanza richieda una quantità di dati di gran lunga superiore a quella necessaria ai fini della vigilanza.
Gli assicuratori Visana e ÖKK ritengono che, in generale, la consegna anticipata di dati individuali sia sproporzionata, soprattutto in relazione all’esercizio della funzione di vigilanza da parte dell’UFSP, alla destinazione di tali dati e agli oneri burocratici che arreca agli assicuratori.
Il kf si dice perplesso riguardo l’impatto del progetto di ordinanza sulla protezione dei dati. La raccolta di dati per «farne scorta» va ben oltre i fini della vigilanza e non è nell’interesse dei consumatori.
curafutura, Helsana e CSS osservano che l’articolo 35 LVAMal non permette di dedurre una trasmissione sistematica e così ampia di dati all’autorità di vigilanza. A loro modo di vedere, le disposizioni in materia sono assolutamente sproporzionate in quanto consentono di rilevare tutti i dati esistenti incluse le singole posizioni tariffali a livello del singolo assicurato. Una rilevazione di dati così ampia non può essere giustificata né dallo scopo legale né da un interesse pubblico. Le disposizioni in questione generano invece un flusso gigantesco di dati. Anche