Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/146: Ordinanza concernente la vigilanza sull'assicurazione sociale contro le malattie (OVAMal) · 40 pagine

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un’autorità di vigilanza può esigere solo i dati di cui necessita per adempiere i suoi compiti concreti, ma nel progetto di ordinanza manca una concretizzazione in tal senso. curafutura, Helsana e CSS propongono quindi di riformulare il capoverso 1 come segue: «L’autorità di vigilanza elabora i dati che gli assicuratori devono trasmetterle conformemente all’articolo 35 capoverso 2 LVAMal ai fini della vigilanza e nel rispetto della LVAMal» e di stralciare le lettere a-j.

Secondo santésuisse e SASIS, gli assicuratori-malattie, in base all’articolo 35 LVAMal, non trasmetterebbero dati personali e rifiuterebbero un’estensione dell’attuale prassi di trasmissione di dati all’UFSP come previsto per esempio dal progetto « Spezifikation Statistikerhebung der Aufsicht für das Berichtsjahr 2013 mit ISAK, versione 1.2.3 del 29.04.2014» (non disponibile in italiano)e in particolare dalla sua estensione « Spezifikation Statistikerhebung der Aufsicht für das Berichtsjahr 2014 mit ISAK, versione 0.9.8.9 del 27.04.2015». I due partecipanti all’indagine conoscitiva ritengono sproporzionata la richiesta di dati personali e che la trasmissione di dati per la vigilanza sia già disciplinata dalla LAMal o dall'OAMal. Non capiscono inoltre per quale motivo l'OVAMal debba contemplare le stesse disposizioni sulla trasmissione di dati da parte degli assicuratori-malattie. Una doppia rilevazione come quella prospettata è inutile, dispendiosa e antieconomica, e deve quindi essere respinta.

La SVV-ASA fa notare che l’articolo 35 LVAMal non prevede una trasmissione di dati all’autorità di vigilanza sistematica e ampia come quella proposta. La legge stabilisce che gli assicuratori sono tenuti «a fornire annualmente indicazioni sui dati relativi alla loro attività nell’ambito dell’assicurazione sociale malattie». I dati «per assicurato» che secondo l’ordinanza devono essere forniti non costituiscono però «indicazioni sui dati», in altre parole a dover essere consegnati sono i dati veri e propri. Una trasmissione di dati di tale portata non può riflettere la volontà del legislatore né può essere necessaria per l’adempimento dei fini di vigilanza. Per questi motivi, l’articolo 82 deve essere considerato sproporzionato. La SVV-ASA propone pertanto di modificare il capoverso 1 come segue: «L’autorità di vigilanza elabora i dati che gli assicuratori devono trasmetterle conformemente all’articolo 35 capoverso 2 LVAMal ai fini della vigilanza e nel rispetto della LVAMal» e di stralciare le lettere a-j.

L’assicuratore Turbenthal chiede lo stralcio dell’articolo 82.

Riguardo l’articolo 82 capoverso 1 OVAMal, Groupe Mutuel sostiene che l’articolo 35 LVAMal non permette di dedurre una trasmissione di dati sistematica e ampia come quella prevista nel progetto di ordinanza. La raccolta proposta va oltre il necessario ai fini della vigilanza, è sproporzionata e non può essere giustificata da un interesse pubblico. A questo proposito anche le relative disposizioni dell'OAMal devono essere riviste. Groupe Mutuel chiede quindi di modificare la formulazione dell’articolo 82 capoverso 1 OVAMal come segue: «L’autorità di vigilanza elabora i dati che gli assicuratori devono trasmetterle conformemente all’articolo 35 capoverso 2 LVAMal ai fini della vigilanza sull’assicurazione sociale malattie ai sensi della LVA-Mal».

Riguardo agli articoli 82 e 83, SKS-FPC, FRC e ACSI sottolineano l’assoluta necessità di garantire l’anonimato degli assicurati e la protezione dei dati.

Articolo 83 Genere ed entità dei dati trasmessi dagli assicuratori

La FER osserva che, conformemente all’articolo 35 LVAMal, le imprese sottoposte a vigilanza sono tenute a fornire all’autorità di vigilanza tutte le informazioni e i documenti giustificativi necessari all’esercizio della vigilanza sull’assicurazione sociale malattie. L’articolo 83 OVAMal esige tuttavia che l’assicuratore trasmetta ogni anno all’autorità di vigilanza dati completi e precisi per ciascun assicurato. Una simile raccolta di dati va oltre il quadro e lo scopo della legge senza che ciò sia giustificato e genererà una valanga di informazioni difficilmente elaborabile dall’autorità di vigilanza. Inoltre, questi requisiti sono pressoché incompatibili con i principi generali della protezione dei dati (scopo, legalità, proporzionalità ecc.) e in particolare con