Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/152: Ordinanza sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione (Ordinanza di Nagoya, ONag) · 18 pagine
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1 Compendio
L’ordinanza di Nagoya serve a concretizzare le disposizioni sulle risorse genetiche della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (capo 3c LPN) nonché ad attuare il Protocollo di Nagoya in Svizzera. In merito all’avamprogetto di ordinanza di Nagoya del 25 marzo 2015 e al relativo rapporto esplicativo, tra il 25 marzo e il 1° giugno 2015 il DATEC ha svolto un’indagine conoscitiva, a cui sono stati invitati a partecipare 165 soggetti. Sull’avamprogetto di ordinanza si sono espressi 44 dei soggetti interpellati e 10 soggetti non interpellati. Altri nove soggetti interpellati hanno rinunciato a prendere posizione. Tra i complessivi 54 partecipanti figurano:
17 Cantoni
due associazioni mantello dell’economia
sei organizzazioni di protezione
14 altre associazioni economiche e organizzazioni specializzate
nove organizzazioni della scienza e della ricerca
due commissioni federali
tre imprese interessate dall’ordinanza
un partito rappresentato nell’Assemblea federale
Maggioranza a favore dell’avamprogetto di ordinanza
L’avamprogetto di ordinanza di Nagoya suscita l’approvazione, piena o sostanziale, di 42 dei 54 partecipanti, pari al 78 per cento dei partecipanti. In 12 casi (22 %), l’avamprogetto è respinto, pienamente o sostanzialmente. In 13 casi (24 %), l’approvazione non è accompagnata da richieste, mentre altri 29 partecipanti (54 %), è favorevole, ma formula osservazioni, richieste o riserve. L’avamprogetto di ordinanza suscita consensi soprattutto tra i Cantoni, le organizzazioni di protezione, le organizzazioni della scienza e della ricerca e le associazioni industriali, mentre esprimono dubbi varie imprese e organizzazioni nel settore della coltivazione di piante e dell’allevamento di animali.
Motivi principali dell’approvazione
L’obiettivo dell’ordinanza e gli impegni assunti dalla Svizzera nell’ambito del Protocollo di Nagoya sono sostanzialmente condivisi.
L’avamprogetto di ordinanza attua adeguatamente le modifiche introdotte nella legge sulla protezione della natura e del paesaggio e accresce la certezza del diritto nell’ambito dell’utilizzazione di risorse genetiche.
Motivi principali del rifiuto
L’ordinanza di Nagoya addossa un onere amministrativo eccessivo alle imprese.
L’ordinanza è troppo complicata: non può essere capita dagli utenti.
Le principali richieste riguardano:
l’impostazione dell’obbligo di notifica. L’obbligo di notifica non deve causare ritardi nelle procedure di autorizzazione dei prodotti; occorre garantire una protezione sufficiente delle informazioni confidenziali e ridurre o abolire gli emolumenti;
l’uso della terminologia e la comprensibilità dell’ordinanza. Occorre introdurre altre definizioni nonché precisare e rendere più comprensibile il testo dell’ordinanza.
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