Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/152: Ordinanza sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione (Ordinanza di Nagoya, ONag) · 18 pagine
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altre associazioni economiche e organizzazioni specializzate: Arbeitsgemeinschaft Schweizerischer Rinderzüchter (ASR), Centre Patronal (CP), Eco Swiss, Fédération des Entreprises Romandes (FER), Interpharma, Schweizerische Vereinigung für Samenhandel und Sortenschutz (Swiss-Seed), Schweizerischer Drogistenverband (SDV), Associazione svizzera dell’industria farmaceutica per l’automedicazione (ASSGP), Società forestale svizzera (SFS), Federazione svizzera dei produttori di cereali (FSPC), Schweizerischer Kosmetik- und Waschmittelverband (SKW), Scienceindustries;
organizzazioni della scienza e della ricerca: Agroscope, Accademie delle scienze, Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica (FiBL), Hortus Botanicus Helveticus (HBH), Fondo nazionale svizzero (FNS), Swissuniversities;
imprese: Delley Seeds and Plants AG (DSP).
3.3 Partecipazione di organizzazioni non interpellate
Sull’avamprogetto si sono espressi anche 10 soggetti non interpellati, che sono stati classificati nei gruppi tematici menzionati sopra come illustrato di seguito e presi in considerazione di conseguenza nelle analisi:
altre associazioni economiche e organizzazioni specializzate: Suisseporcs, Swiss Beef;
organizzazioni della scienza e della ricerca: Sukkulentensammlung und Grün Stadt Zürich (Grün Stadt Zürich), Università di Ginevra (UNIGE), Università di Neuchâtel (UniNE)
imprese: Suisag, Swissgenetics;
commissioni: Commissione federale per la sicurezza biologica (CFSB), Commissione federale d’etica per la biotecnologia nel settore non umano (CENU);
partiti: Verdi liberali Svizzera (PVL).
4 Pareri sull’avamprogetto di ordinanza
4.1 Introduzione
L’ONag suscita l’approvazione, piena o sostanziale, di 42 dei 54 partecipanti. 13 partecipanti la condividono senza avanzare richieste, 29 approvano sostanzialmente l’avamprogetto, ma formulano richieste, complementi o osservazioni. 11 partecipanti sono tendenzialmente contrari, ma avanzano richieste o proposte di miglioramento. Un partecipante si oppone all’avamprogetto. Altri nove soggetti hanno rinunciato a prendere posizione per motivi di capacità o perché non sono direttamente interessati. L’avamprogetto suscita consensi soprattutto tra i Cantoni, le organizzazioni di protezione, le associazioni industriali e la ricerca, mentre esprimono dubbi in particolare la imprese e le organizzazioni che operano nel settore della coltivazione di piante e dell’allevamento di animali.
4.2 Pareri generali
I Cantoni si sono espressi favorevolmente o in modo neutro sull’ordinanza. 11 Cantoni (LU, SZ, OW, NW, FR, AR, SG, AG, TG, GE e JU) l’approvano senza riserve. ZH e NE si sono pronunciati particolarmente a favore, poiché accresce la certezza del diritto per gli utenti e rafforza la fiducia dei Paesi fornitori. VD e VS ritengono che la produzione agricola locale non debba essere rincarata da obblighi amministrativi supplementari.
Economiesuisse è favorevole all’avamprogetto, ma sottolinea che l’obbligo di notifica previsto non deve provocare ritardi nell’ambito delle procedure di autorizzazione o dell’immissione in commercio dei prodotti e che deve essere garantita una protezione sufficiente delle informazioni confidenziali. Pur sostenendo gli obiettivi del Protocollo di Nagoya, l’USC è critica nei confronti dell’avamprogetto. Da un lato teme che l’obbligo di notifica comporti un onere amministrativo nettamente superiore per le imprese di coltivazione e allevamento e propone di tenere conto dei sistemi di documentazione del settore esistenti. Dall’altro, ritiene che l’avamprogetto sia troppo poco comprensibile per i diretti interessati. Chiede pertanto che l’avamprogetto sia riveduto e precisato in collaborazione con questi ultimi. L’ordinanza di Nagoya deve indicare espressamente che il trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche e per l’alimentazione e l’agricoltura (ITPGRFA) disciplina già determinate specie e di conseguenza per queste specie non occorre rispettare l’obbligo di diligenza. Per tutelare il privilegio del
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