Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/152: Ordinanza sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione (Ordinanza di Nagoya, ONag) · 18 pagine
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costitutore, occorre inoltre precisare che le varietà commerciali vanno escluse dal campo d’applicazione dell’ordinanza, mentre i costitutori che usano risorse genetiche presenti in natura devono applicarne le disposizioni.
La maggioranza delle associazioni industriali approva l’avamprogetto. Oltre alle due richieste già menzionate di Economiesuisse, è rivendicata un’esenzione da emolumenti sulle notifiche oppure una loro riduzione a un decimo. Occorre trovare una via percorribile, che limiti l’onere amministrativo sostenendo così la comunità svizzera della ricerca. SDV parte dal presupposto che l’attività delle drogherie non sarà direttamente colpita dalle disposizioni dell’ordinanza. CP e FER sono critici nei confronti dell’avamprogetto, poiché non intravedono alcun vantaggio dell’ONag per le imprese. CP era già contrario alla ratifica del Protocollo di Nagoya e ora si oppone in modo particolare all’obbligo di notifica delle risorse genetiche in Svizzera.
La maggioranza delle organizzazioni di protezione accoglie favorevolmente l’avamprogetto e si schiera sostanzialmente a favore di una regolamentazione più severa. L’organizzazione mantello europea per la salvaguardia delle varietà agricole SAVE aggiunge che devono essere incluse nell’ONag anche le collezioni di materiale genetico, ad esempio la produzione industriale di carni e le banche di geni per collezioni genetiche animali. Solo ProSpecieRara, che si adopera per la conservazione di razze di animali da reddito e varietà vegetali a rischio, respinge l’avamprogetto. Pur sostenendo gli obiettivi della Convenzione sulla diversità biologica e del Protocollo di Nagoya, teme che l’ONag comprometta irrimediabilmente il suo operato.
SFS sostiene l’obbligo di notifica per quanto riguarda la coltivazione di piante nel settore forestale. Altre organizzazioni e imprese partecipanti che operano nel settore della coltivazione di piante e dell’allevamento di animali sono invece contrarie all’avamprogetto nella sua forma attuale. I rappresentanti del settore della coltivazione di piante condividono sostanzialmente gli argomenti e le proposte dell’USC. Il settore dell’allevamento si oppone invece a un obbligo generale di notifica, poiché teme un onere amministrativo eccessivo.
Le organizzazioni della scienza e della ricerca sono in linea di massima favorevoli all’ordinanza, dal momento che mirano a un accesso senza difficoltà alle risorse genetiche in situ ed ex situ per la ricerca accademica. Anche l’armonizzazione con il corrispondente regolamento UE è condivisa. Le disposizioni corrispondono inoltre a una buona prassi scientifica e sono praticabili. Il Verein botanischer Gärten und Pflanzensammlungen der Schweiz (HBH) rileva che l’onere amministrativo e i requisiti previsti dall’avamprogetto sono proporzionati. Fa tuttavia notare che il Protocollo di Nagoya aumenta l’onere per le proprie istituzioni, senza garantire che la protezione della biodiversità risulterà migliorata o che l’accesso alle risorse genetiche sarà semplificato. FiBL teme che l’ONag possa ostacolare lo scambio internazionale di risorse genetiche. Si schiera a favore della creazione di un sistema multilaterale, che faciliti ai coltivatori e agli allevatori lo scambio di tutte le specie vegetali e animali importanti per l’agricoltura. Agroscope vorrebbe sapere qual è il rapporto tra l’ONag e l’ITPGRFA e come sarà gestita la riserva del costitutore dopo l’entrata in vigore.
La CENU osserva che le difficoltà che s’intravedono a livello di ordinanza hanno radici già a livello del Protocollo e della sua attuazione nella LPN. Mancano in sostanza disposizioni materiali volte a controllare la condivisione dei benefici e anche le disposizioni procedurali a livello di legge sono rimaste di natura minima. La commissione propone pertanto di monitorare attentamente le ripercussioni dell’attuazione del Protocollo di Nagoya nella pratica. La CFSB è favorevole all’avamprogetto e condivide sostanzialmente l’impostazione degli articoli sul riconoscimento delle migliori prassi, sul riconoscimento delle collezioni e sull’accesso alle risorse genetiche in Svizzera.
Il PVL è l’unico partito a essersi espresso. È favorevole all’avamprogetto, ma ritiene che debba essere formulato in modo più comprensibile.
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