Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/33: Modifica del Codice civile (Diritto successorio) · 62 pagine
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decisione è complicata dal fatto che la valutazione dei casi concreti può portare a risultati molto diversi: se in dati casi può essere adeguato garantire il reddito del coniuge o del partner registrato superstite a scapito dei discendenti, in altri casi la medesima normativa legale può arrecare pregiudizi ingiustificati ai discendenti.
Il Consiglio federale ritiene che questo dilemma non possa essere risolto modificando le quote ereditarie legali. Un diritto successorio moderno deve dare invece all’ereditando la possibilità di attribuire una parte sostanziale della successione alle persone di sua scelta permettendogli così di scegliere soggettivamente una soluzione adeguata alle caratteristiche del caso concreto.
3.6 Importanza dell’effettiva relazione di prossimità per la successibilità legale
Il diritto vigente si fonda esclusivamente sulle relazioni formalmente previste dal diritto della famiglia. Per la legge non ha alcuna importanza che la relazione sia effettivamente vissuta e in quale misura. Soltanto in circostanze eccezionali la legge prevede la cosiddetta indegnità (art. 540 CC) e la possibilità di una diseredazione (art. 477 CC).
Anche se questo sistema a volte favorisce un erede che non si è preoccupato del defunto quando era in vita, ma che dopo il decesso partecipa alla successione nella stessa misura degli eredi che gli sono stati più vicini, nella pratica non appare possibile valutare la relazione individuale tra l’ereditando e gli eredi e attribuire una partecipazione alla successione più o meno grande a seconda della qualità della relazione. Ciò avrebbe per solo effetto di attizzare le contese tra eredi e porterebbe a procedimenti giudiziari estremamente gravosi per tutti i partecipanti, perché dovrebbero essere esaminate e valutate le vicende strettamente personali di una famiglia29.
Il Consiglio federale ritiene che anche per risolvere questo problema sia opportuno rafforzare la libertà di disporre dell’ereditando, segnatamente diminuendo le porzioni legittime con il conseguente aumento della porzione disponibile. In fin dei conti, il disponente è il miglior giudice della propria prossimità con i suoi potenziali eredi. Il fatto che la valutazione sia soggettiva, in linea di massima non ne rimette in questione il risultato; non si capisce invece per quale motivo una valutazione oggettiva da parte di un giudice, che tenga conto di tutti i casi, dovrebbe produrre risultati migliori. Anche nell’ottica della prevenzione delle controversie vi sono validi motivi di lasciare decidere al disponente quali eredi gli sono vicini e quali no. Si vuole invece che il giudice continui a essere competente soltanto per controllare formalmente la validità di questa decisione e dei casi estremi e rari dell’indegnità e della diseredazione, come nel diritto vigente.
3.7 La successibilità del partner di fatto
Al centro della discussione di un diritto successorio moderno vi è infine il quesito di come l’ordinamento giuridico debba considerare i partenariati di fatto, il cui numero è in costante aumento. Il diritto vigente non accorda al partner di fatto né un diritto
29 Breitschmid, Erbrecht, pag. 119, a questo proposito parla di controllo giudiziario delle relazioni («gerichtlichen Beziehungskontrolle»).