Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/33: Modifica del Codice civile (Diritto successorio) · 62 pagine
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Alcune disposizioni del Codice civile permetterebbero già oggi di annullare siffatte disposizioni a causa di morte, segnatamente se il disponente non aveva la capacità di disporre (art. 519 cpv. 1 n. 1 CC), se la disposizione non è l’espressione di una libera volontà (n. 2) o se è immorale (n. 3)106. È inoltre possibile considerare l’autore della captazione indegno di succedere o ricevere per disposizione a causa di morte (art. 540 cpv. 1 CC), come ha ritenuto il Tribunale federale a inizio 2006 in un affare basilese che aveva suscitato forte scalpore negli anni 1990 in cui l’avvocato di un’anziana vedova, molto agiata e senza figli, si era fatto istituire erede unico e designare come esecutore testamentario107.
Critica del diritto vigente
Sul piano politico, l’assenza di normativa specifica in materia è segnatamente stata oggetto di due interventi parlamentari. Prima di tutto va citata l’iniziativa parlamentare Schenker 06.432 (Liberalità e donazioni in materia di diritto successorio a persone con una funzione professionale particolare) del 2006 per limitare o vietare le liberalità e le donazioni a persone che hanno una relazione di fiducia particolare con il disponente a causa della loro attività professionale. Il Consiglio nazionale non ha dato seguito a questa iniziativa, poiché il disponente ha la possibilità di revocare in ogni momento le sue disposizioni a causa di morte, la legislazione attuale offre alcune possibilità e infine poiché il problema poteva essere risolto dai codici deontologici delle professioni interessate108. In secondo luogo va menzionato il postulato Schenker 12.3220 (Misure contro le captazioni d’eredità) del 2012 che chiede l’adozione di misure contro le captazioni d’eredità; il presente progetto di revisione tenta di rispondere alla problematica evocata dal postulato.
Negli anni trascorsi dall’affare basilese la dottrina ha approfondito il soggetto e i diversi disciplinamenti possibili. La soluzione dell’indegnità scelta dal Tribunale federale è stata criticata, in particolare la conseguenza della nullità del testamento (con la conseguenza che valgono i testamenti precedenti) invece dell’invalidità della sola disposizione (con l’apertura della successione agli eredi legali)109. I pareri divergono invece sulla soluzione da scegliere. Alcuni preconizzano una soluzione molto severa con la creazione di una nuova causa d’indegnità (eccetto per i regali d’uso) riguardante tutti i professionisti che hanno un legame di fiducia con il disponente e le persone a loro vicine110. Altri autori sono favorevoli a una soluzione più moderata che prevede l’annullabilità delle liberalità a favore di un professionista che ha un ampio accesso alla sfera privata o patrimoniale del defunto e ha contravvenuto all’etica della sua professione111, o a una soluzione più liberale secondo cui la libertà di disporre deve prevalere e il «Trinkgeldtestament» (letteralmente «testamento mancia») deve rimanere possibile fino al 10, 20 o 33 per cento del patrimonio112.
Le regole attuali possono sembrare insufficienti, ma occorre rilevare che offrono comunque una certa protezione, almeno nei casi più problematici e che hanno il
106 Abt, Die Ungültigkeitsklage, pagg. 187-201.
107 DTF 132 III 305 in JdT 2006 pag. 269.
108 Boll Uff. 2009 N 58.
109 Piotet, pag. 72.
110 Abt, Die Ungültigkeitsklage, pag. 205.
111 Piotet, pag. 94.
112 Breitschmid, Besprechung, pag. 55.