Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/33: Modifica del Codice civile (Diritto successorio) · 62 pagine
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merito di lasciare al disponente la libertà di disporre a favore del suo avvocato, della sua domestica o del suo assistente di cura.
Proposta
È difficile, se non impossibile, ricostituire con certezza a posteriori il reale legame tra un disponente e il beneficiario di una disposizione, l’evoluzione della loro relazione, lo svolgimento dei fatti che hanno portato a una data disposizione, gli elementi noti o no al disponente nel momento della redazione e la valutazione datane in seguito. È quindi praticamente impossibile sancire nella legge una regola che dissipi integralmente l’incomprensione e la ripulsione che suscitano i casi di captazione d’eredità, poiché una legislazione troppo severa ostacolerebbe la libertà del disponente.
È problematico anche definire la cerchia delle persone da escludere dalla successione. È giusto escludere soltanto professionisti come medici o avvocati? O devono essere esclusi anche i membri di altre professioni meno redditizie come assicuratori, consulenti diversi, allenatori, infermieri, assistenti di cura, domestici, parrucchieri, portinai o membri della stessa chiesa che intrattengono uno stretto legame con il disponente o i suoi beni? Favorire una professione rispetto all’altra non appare giustificato. Lo scopo è proteggere l’interessato e indirettamente i suoi eredi, poco importa la professione dell’autore del tentativo di captazione d’eredità. L’elemento determinante deve essere il legame di prossimità, di fiducia creato da un rapporto inizialmente professionale e valere per tutte le professioni. Far dipendere l’indegnità dalla violazione di una regola deontologica limiterebbe l’applicazione della norma alle sole professioni rette da un codice deontologico, il che è insoddisfacente. La soluzione proposta tenta di dare risposta a questi quesiti lasciando al disponente una libertà limitata di beneficiare con una disposizione a causa di morte un professionista che gli è vicino, fermo restando che le citate, vigenti regole del Codice civile potrebbero sempre trovare applicazione nei casi di abusi.
Alle persone che, nell’esercizio della loro professione, avevano una relazione di fiducia con il defunto, e alle persone a loro vicine (secondo la dottrina riguardo all’articolo 477 CC: il coniuge o il partner registrato, i genitori, i figli, i parenti e gli amici intimi), non può complessivamente essere legato più di un quarto della successione. La disposizione non riguarda i membri della famiglia e le altre persone già intimamente legate al defunto da un legame intensificatosi a causa della loro professione.
Art. 541a (nuovo): definizione della cerchia delle persone parzialmente indegne di beneficiare di disposizioni a causa di morte.
6.6 Diritto d’informazione successoria
Diritto vigente
Il diritto degli eredi di essere informati sulla successione non è attualmente disciplinato in modo approfondito dalla legge del 1907 e in proposito sono quindi state rese numerose sentenze e scritti diversi articoli di dottrina.