Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/33: Modifica del Codice civile (Diritto successorio) · 62 pagine

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Gli articoli 607 capoverso 3 e 610 capoverso 2 CC prevedono un obbligo per gli eredi di comunicarsi vicendevolmente con precisione gli elementi suscettibili di influire sulla divisione113, per rendere il regolamento della successione il più possibile trasparente; questa questione sembra essere disciplinata in modo soddisfacente malgrado qualche critica inevitabile114. Non vi è tuttavia una base legale che istituisca un tale obbligo nei confronti dei terzi non eredi nella successione.

I tribunali hanno così avuto modo di sviluppare una giurisprudenza secondo cui gli eredi, succedendo al defunto nelle sue relazioni contrattuali, possono chiedere di essere pienamente informati sul patrimonio del disponente dai suoi partner contrattuali (anche prima del decesso), nei limiti del diritto delle obbligazioni115. Hanno riconosciuto, su base contrattuale e successoria116, un diritto d’informazione nei confronti dei terzi possessori117 della successione. Hanno pure stabilito che, malgrado il segreto bancario, le banche hanno un obbligo di dare informazioni complete agli eredi («umfassend»)118, rispettando tuttavia il limite poco chiaro delle informazioni strettamente personali («höchstpersönlichen») che rientrano nella sfera intima («Geheimsphäre») del defunto119. Ed è soltanto questione di tempo prima che il Tribunale federale debba pronunciarsi sulla controversa questione dell’obbligo d’informazione nei confronti dei terzi che non hanno una relazione contrattuale con il defunto (trust, fondazioni, società ecc.)120. Invece, conformemente alla dottrina quasi unanime, il segreto professionale dell’avvocato può essere opposto ai clienti121 e non è ancora stato stabilito in quali situazioni questi ultimi possano ottenere informazioni dall’avvocato o dal notaio122.

Critica del diritto vigente

È innegabile che gli eredi hanno bisogno d’informazioni, segnatamente per determinare le eventuali azioni da promuovere per far valere i loro diritti. Le difficoltà che incontrano nel sistema attuale per ottenere tali informazioni sono fonte di ingiustizia e di processi inutili. Eppure, secondo il Tribunale federale, il solo bisogno d’informazioni non è sufficiente per istituire un diritto d’informazione123.

Poiché sono messi in questione l’esercizio e la finalità delle pretese successorie, è giustificato colmare la lacuna del Codice civile in materia124, per evitare che la giustizia accordi il diritto d’informazione in materia successoria secondo la propria valutazione dei diversi casi, creando incertezza del diritto, disparità di trattamento e arbitrio125.

Occorre quindi supplire all’attuale mancanza di una chiara base legale nel diritto successorio, fermo restando che, secondo la dottrina, il diritto d’informazione non

113 Steinauer, N 1246.

114 Segnatamente Druey, pag. 184.

115 Steinauer, N 1246c e rimandi citati.

116 Druey, pag. 186.

117 DTF 132 III 677.

118 Breitschmid/Matt, pag. 92 e rimandi citati.

119 Druey, pag. 184.

120 Genna, pag. 207.

121 DTF 135 III 597, consid. 3.4.

122 Bianchi, pag. 92.

123 TF 5C.276/2005, consid. 2.5.1.

124 Piotet, Les fondements, pag. 84.

125 Schröder, pag. 202.