Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/77: 10.538 Iv.pa. Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio «Cassis de Dijon» · 18 pagine
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agevolare importazioni parallele esercita un effetto moderatore sui prezzi. Secondo economiesuisse il principio impedisce l’insorgere di nuovi ostacoli al commercio. Anche kf e Migros sottolineano questo effetto preventivo.
economiesuisse e Swiss Retail Federation controbattono l’argomento secondo cui i consumatori verrebbero tratti in inganno dai componenti delle derrate alimentari importate o prodotte in base al principio «Cassis de Dijon» facendo notare che le percentuali degli ingredienti sono dichiarate chiaramente sull’imballaggio, cosa che esclude un raggiro. Coop conferma che le informazioni importanti si trovano anche sugli imballaggi di prodotti provenienti dall’UE, anche se detti imballaggi non corrispondono del tutto alle prescrizioni vigenti in Svizzera.
Migros e VSUD respingono inoltre il progetto perché, considerata la legislazione UE sulle derrate alimentari armonizzata, in vigore dal dicembre 2014, ritengono poco pertinente ritornare al vecchio sistema; sarebbe meglio cercare di avvicinare le disposizioni svizzere sulle derrate alimentari a quelle dell’UE, analisi con cui concorda la CCiG. Secondo IG DHS e Migros l’armonizzazione in corso della legislazione UE sulle derrate alimentari aumenterà ulteriormente l’efficacia del principio «Cassis de Dijon».
IHZ fa infine notare che, alla luce dell’attuale, difficile situazione di politica estera che caratterizza le relazioni tra la Svizzera e l’UE, non c’è da attendersi molta comprensione se la Svizzera abbandona un modello comunitario che funziona bene.
3.5. Ulteriori proposte
Per quanto riguarda le disposizioni transitorie, BL propone che le decisioni di portata generale già emesse perdano la loro validità allo scadere dei periodi transitori. acsi e FRC chiedono di revocare le decisioni di portata generale in quanto il periodo transitorio di due anni non dovrebbe assolutamente essere prorogato.
BS e SZ propongono di semplificare la procedura di autorizzazione affinché il principio «Cassis de Dijon» riesca a esplicare tutta la sua efficacia. Circa la procedura di autorizzazione, FPC critica il fatto che per le organizzazioni di protezione dei consumatori non viga alcun diritto di ricorso delle associazioni.
AR, ZH, PSS, CCiG e kf accolgono con favore la proposta già espressa nelle deliberazioni, la quale prevede che sul prodotto sia dichiarato dove e in base a quali disposizioni nazionali è stata fabbricata la derrata alimentare. In questo modo si potrebbe ovviare all’eventualità che i consumatori svizzeri siano «tratti in inganno», questione sollevata anche da FPC. Se il principio «Cassis de Dijon» dovesse essere mantenuto, FER, USS e AISDA suggeriscono di studiare attentamente questa proposta, sostenuta peraltro dalla minoranza della CET-N. TI vorrebbe inoltre mantenere la possibilità di adottare misure puntuali se ciò si rivelasse necessario per garantire la qualità o informare e proteggere i consumatori. In una direzione simile va anche il compromesso proposto da FPC secondo cui soltanto le prescrizioni relative alla dichiarazione del principio «Cassis de Dijon» vengono escluse. In altre parole, per le dichiarazioni che figurano sul prodotto troverebbero ora applicazione esclusivamente le prescrizioni svizzere, mentre per quanto riguarda la composizione e le norme sanitarie potrebbe continuare a essere applicato il principio «Cassis de Dijon». Al contempo FPC propone di eliminare la disposizione volta a evitare la discriminazione dei produttori svizzeri nel settore delle derrate alimentari.
GE fa valere il fatto che la formazione dei prezzi è influenzata soltanto in minima parte dalla revisione parziale della LOTC proposta. Anche dazi, livello dei salari, margini di guadagno, legislazione svizzera sui brevetti, corsi di cambio e potere d’acquisto svizzero incidono sui prezzi. Per questa ragione occorrerebbe abolire il principio «Cassis de Dijon» per le derrate alimentari. Parallelamente si dovrebbero sorvegliare con attenzione i prezzi di queste ultime per evitare il più rapidamente possibile un’eventuale evoluzione negativa sul potere d’acquisto svizzero. Per svolgere la sorveglianza si potrebbero utilizzare i posti creati in seno all’USAV per la procedura di autorizzazione. I Verdi, CP, fPv e ASCV esortano a non abban-