Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/77: 10.538 Iv.pa. Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Escludere le derrate alimentari dal campo d'applicazione del principio «Cassis de Dijon» · 18 pagine
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abbiano modo di saperlo. Dato che sui prodotti è indicato di solito il Paese di provenienza, i consumatori possono essere indotti a credere erroneamente che questi siano stati fabbricati secondo le prescrizioni svizzere. L’adozione di questa disposizione intensa a non discriminare i prodotti svizzeri equivale a «importare» norme di produzione più blande, visto che in circa la metà delle derrate alimentari autorizzate secondo il principio «Cassis-de-Dijon» ingredienti pregiati sono sostituiti da altri più economici o che in tali derrate è presente un tasso più elevato di sostanze estranee (pesticidi, aflatossine, taurine ecc.). Di conseguenza, la legislazione svizzera sulle derrate alimentari resta di fatto inapplicata, ciò che rende difficile posizionare i prodotti fabbricati conformemente al diritto svizzero e mina la fiducia nell’elevata qualità dei prodotti svizzeri, danneggiando i produttori e fabbricanti nazionali. È stato anche rilevato che l’effetto negativo del principio «Cassis de Dijon» sul livello della qualità delle derrate alimentari è in contraddizione con la strategia di qualità perseguita dalla Confederazione nonché dall’agricoltura e dalla filiera alimentare svizzere, perché i prodotti di elevata qualità dell’agricoltura svizzera, che devono essere fabbricati secondo i costi locali, non possono competere a livello di costi di produzione con le derrate del segmento dei prezzi a buon mercato.
Un altro argomento addotto dai Cantoni favorevoli al progetto è che, al contrario delle previsioni, non vi sono stati, se non in misura minima, né la diminuzione dei prezzi sul mercato interno né l’incentivazione dell’offerta, sicché non sono state soddisfate le attese né del commercio e dell’industria né dei consumatori.
Secondo i Cantoni favorevoli l’attuazione del principio «Cassis de Dijon» aumenta l’onere amministrativo di Confederazione e Cantoni. Si critica anche il fatto che il controllo delle derrate alimentari autorizzate in base al principio «Cassis de Dijon» spetti ai Cantoni e che le autorità preposte debbano dunque conoscere, oltre alla legislazione svizzera, le norme giuridiche estere: si tratta di un compito difficile, che comporta aggravi amministrativi a livello cantonale. La procedura di autorizzazione presso l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) causa costi ingenti ed è presa in considerazione soltanto sporadicamente a causa della sua complessità. I costi connessi all’applicazione del principio «Cassis de Dijon» non sono giustificati, vista la sua scarsa utilità.
I Cantoni favorevoli rilevano inoltre che, secondo la giurisprudenza attuale, soltanto i richiedenti possono interporre ricorso contro decisioni di portata generale. Visto che tali decisioni sono emanate da un Ufficio federale, è questo che stabilisce di fatto le regole del diritto. Questa situazione viola il principio applicato in Svizzera della separazione dei poteri. Il problema è tanto più serio, considerato che l’applicazione corretta del principio «Cassis de Dijon» non può essere verificata a causa della limitazione del diritto di ricorso stabilita dalla giurisprudenza.
SG ritiene che il progetto debba essere attuato rigorosamente, perché consente di ristabilire la certezza del diritto per quanto riguarda le derrate alimentari. Rileva inoltre che i prodotti finora esaminati nelle decisioni di portata generale non sono stati praticamente controllati per mancanza di risorse quanto alla loro conformità alla legislazione sulle derrate alimentari, ma sono stati valutati secondo il diritto svizzero. Sarebbe buona cosa abolire il principio «Cassis de Dijon» e attendere la nuova legge svizzera sulle derrate alimentari, che porrà le basi per un’armonizzazione completa della legislazione sulle derrate alimentari con l’UE e che renderà il principio «Cassis de Dijon» obsoleto, salvo che per gli alimenti speciali.
Secondo NW l’abolizione del principio «Cassis de Dijon» per le derrate alimentari consente di meglio proteggere il consumatore. Per UR e OW il principio «Cassis de Dijon» aggira la legislazione che protegge i consumatori dagli inganni. Grazie all’ordinanza del 25 maggio 2011 concernente l’impiego delle designazioni «montagna» e «alpe» per i prodotti agricoli e le derrate alimentari da essi ottenute (ODMA, RS 910.19) la Svizzera dispone di un eccellente strumento per proteggere l’indicazione di provenienza «montagna» e «alpe». Il principio «Cassis de Dijon» consente però di aggirare tale strumento, perché l’UE non conosceva fino a poco tempo fa una simile protezione della denominazione.