Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/97: Revisione dell'ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR) · 14 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: L261-4134

La nuova disposizione è stata oggetto di approfonditi esami e raffronti con i requisiti applicati in altri settori (p. es. sicurezza del sistema sul luogo di lavoro, sistemi di gestione della sicurezza nelle ferrovie, negli impianti di trasporto in condotta e nell’aviazione). Dopo intensi dibattiti in seno al gruppo di accompagnamento e in un comitato costituito ad hoc, i requisiti sono stati già ridotti a un minimo assoluto. I requisiti stabiliti nell’allegato 2.1 possono essere soddisfatti facilmente dalle PMI e modulati in funzione del potenziale di pericolo e della complessità di grandi impianti. L’UFAM è inoltre disposto ad affiancare i settori nello sviluppo di propri aiuti all’esecuzione, basati sulle soluzioni elaborate per la sicurezza sul luogo di lavoro e la protezione della salute. Ciò non ha tuttavia consentito di fugare le riserve espresse dall’industria petrolifera e dei rami a essa affini. Pur appoggiando l’approccio sistematico in materia di sicurezza, questi ultimi ritengono che tale norma non garantisce una maggiore sicurezza, ma sia piuttosto in concorrenza con i processi di controllo e valutazione basati sul breve rapporto e l’analisi del rischio, e comporti un eccessivo avvicinamento alla direttiva dell’UE (Seveso III) e una delega della responsabilità alle imprese di consulenza. L’UFAM non condivide queste tesi ed è convinto che la soluzione appoggiata dagli altri settori rappresentati nel gruppo di accompagnamento, che non si sono più espressi in sede di consultazione, rappresenti una regolamentazione efficace, che corrisponde allo stato della tecnica in materia di sicurezza e consente alle autorità esecutive di verificare se i detentori assumono la responsabilità loro imposta dall’ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti. Le riserve espresse dall’industria petrolifera, secondo la quale la procedura a due livelli contemplata dall’ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (breve rapporto e analisi dei rischi) verrebbe praticamente abolita nonostante sia ormai ben collaudata, sono infondate e non corrispondono alle intenzioni dell’UFAM. L’ordinanza riveduta mantiene l’attuale procedura e completa i due elementi «statici» con l’elemento dinamico dell’approccio sistematico in materia di sicurezza. Ciò consente di reagire tempestivamente ai cambiamenti nell’azienda e nell’ambiente circostante e, se necessario, di adeguare il breve rapporto o l’analisi dei rischi. Dopo la consultazione, l’Unione petrolifera ha cercato il dialogo con la direzione dell’UFAM. È stato convenuto che le sue richieste di precisazione di singoli elementi confluiranno nell’aiuto all’esecuzione.

Informazione attiva del pubblico (nuovo art. 13 cpv. 1 per i servizi cantonali preposti all’esecuzione e nuovo art. 20 cpv. 1 OPIR per i servizi esecutivi federali)

Valutazione Numero di Partecipanti generale pareri pervenuti: 44

(100 %)

Favorevoli, senza 21 17 Cantoni (AG, AI, AR, BE, BL, GE, GL, LU, NE, OW, SG, SO, SZ, TG, TI, ZG, proposte di (48 %) ZH)

modifica 3 associazioni dell’economia e dell’industria (FER, USAM, VSMR)

1 altro interessato (SSI)

Favorevoli, con 8 7 Cantoni (BS, FR, JU, NW, SH, UR, VS)

proposte di (18 %) 1 associazione dell’economia e dell’industria (Swissmem) modifica Contrari 7 1 Cantone (VD) (16 %) 5 associazioni dell’economia e dell’industria (CARBURA, UP,

scienceindustries, VSLF)

1 altro interessato (ecoswiss) Nessun parere 8 1 Cantone (GR)

(18 %) 3 associazioni dell’economia e dell’industria (FFS, SSIGA, Swissgas, ASIG)

4 altri interessati (ComABC, CFSB, energie360o, SUVA)

Dopo le trattative con le parti interessate, la gamma di informazioni da pubblicare attivamente, che in un primo tempo era molto ampia (secondo l’esempio europeo e in conformità con la convenzione dell’UNECE sugli effetti transfrontalieri degli incidenti industriali, ratificata nel 1999), è stata ridotta al minimo, cioè al nome, all’ubicazione e all’area di coordinamento degli impianti soggetti all’ordinanza. La maggior parte delle proposte di modifica avanzate da diverse associazioni dell’economia e dell’industria e da alcuni servizi esecutivi cantonali chiedeva di rinunciare all’indicazione dei nomi,

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