Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/107: Accordo multilaterale tra autorità competenti concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese; LF sullo scambio automatico internazionale delle rendicontazioni Paese per Paese di gruppi di imprese multinazionali · 16 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della procedura di consultazione relativa all’Accordo multilaterale tra autorità competenti concernente lo scambio di rendicontazioni Paese per Paese e sulla legge federale sullo scambio automatico internazionale delle rendicontazioni Paese per Paese di gruppi di imprese multinazionalie

Articolo 4

Il PSS e Alliance Sud chiedono che la rendicontazione Paese per Paese sia redatta soltanto in inglese. Swatch Group propone la seguente formulazione:

«4… in inglese e, se auspicato, a complemento, in una delle lingue ufficiali della Confederazione».

Articolo 5

Swatch Group auspica che gli importi dell’ente costitutivo trattato nella rendicontazione Paese per Paese siano espressi nella rispettiva valuta locale al fine di impedire distorsioni dovute alla conversione valutaria. Un raffronto temporale e tra Paesi sarebbe comunque impossibile, poiché si applicano diverse norme contabili locali, quindi i costi e i ricavi dell’ente costitutivo sono indicati differentemente. Tuttavia, in caso di applicazione di una valuta unica, dovrebbero figurare i rispettivi tassi di cambio e altre importanti informazioni concernenti la conversione valutaria. Inoltre, per garantire la comparabilità nel tempo, dovrebbe essere stabilito un tasso di cambio fisso.

Articolo 6 Capoverso 1

Economiesuisse chiede che sia sancito espressamente che il file principale e il file locale non sono parte della rendicontazione Paese per Paese.

Il PSS e Alliance Sud propongono invece di inserire quanto segue:

«1… sono tenuti a presentare un file principale (master file), un file sulla società (local file)

e una rendicontazione Paese per Paese.»

Capoverso 2

Il PSS propone che la soglia sia ridotta a 800 milioni di franchi oppure che in Svizzera si parta dalla soglia di 750 milioni di euro stabilita dall’OCSE. Secondo l’USAM la soglia non deve scendere sotto il limite di 900 milioni di franchi, altrimenti un numero più elevato di imprese sarebbe obbligato ad allestire rendicontazioni Paese per Paese.

Alliance Sud chiede una soglia di dieci volte inferiore. Una cifra d’affari consolidata del valore di 40 milioni di euro si orienterebbe al valore che in seno all’Unione europea definisce una «grande impresa». Economiesuisse, SwissHoldings e Scienceindustries ritengono che la soglia debba essere sancita nella legge. Adeguamenti di notevole entità della soglia risultanti dalle modifiche dello standard internazionale dovrebbero essere autorizzati dal legislatore svizzero prima di diventare vincolanti per i gruppi di imprese svizzeri.

L’USS ritiene opportuno che il Consiglio federale stabilisca con precisione il contenuto della rendicontazione Paese per Paese e, ove necessario, abbia quindi la facoltà di adeguarlo agli sviluppi internazionali. Secondo l’USS questa delega di competenze è particolarmente appropriata, poiché alla fine del 2020 i Paesi dell’OCSE e del G20 decideranno fino a che punto i dati della rendicontazione Paese per Paese debbano essere modificati o integrati.

Il Forum OAD critica che la soglia sia regolata nella legge, anziché nell’ordinanza. Di conseguenza, non sarebbe neppure possibile esprimere un parere. Contesta altresì che al Consiglio federale sia riconosciuta la facoltà di adeguare il contenuto agli standard internazionali. Adeguamenti automatici del diritto a future disposizioni di normative indefinite costituirebbero una chiara violazione del principio della certezza del diritto.