Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/117: Modifica dell'ordinanza sull'energia (OEn) · 16 pagine
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prescrizioni esistenti fino a quando l’UE non avrà ridefinito le etichette energia per le macchine da caffè.
14 partecipanti (SH, TG, asci, FRC, Greenpeace, Pro Natura, PUSCH, S.A.F.E., FSE, SKS, SPS, Toptest, ATA e WWF) chiedono una definizione delle etichette energia dalla classe A alla G senza le categorie «+». Se all’inizio solo pochi fornitori riescono a raggiungere le classi A e B, per l’industria del settore ciò costituirebbe uno stimolo per future innovazioni in relazione alla commercializzazione del prodotto. I commercianti al dettaglio sono però di un altro parere e chiedono di mantenere le attuali classi e di limitarsi a completare le categorie comprese tra A+ e A+++.
FEA lamenta il fatto che, contrariamente a quanto auspicato e proposto dalla federazione, con i nuovi metodi di misurazione previsti dalla norma europea le esigenze delle classi di efficienza risulteranno un po’ più restrittive. A seguito delle modifiche, gli apparecchi esistenti rientrano in parte in una classe più bassa. Secondo la FEA, i downgrading riducono il valore del prodotto.
In particolare, il forum dei consumatori si chiede se i possibili risparmi energetici giustifichino l’onere supplementare per l’etichettaEnergia. Inoltre, l’etichetta deve coincidere con il layout internazionale (senza croce svizzera). Gli apparecchi esistenti devono poter essere mantenuti anche in caso di un’estensione della designazione delle classi.
2.5.4 Nuove appendici
2.5.4.1 Armadi frigoriferi / congelatori professionali (appendice 2.23)
Secondo il parere di 14 partecipanti, i valori limite previsti dalla revisione sono molto distanti dall’efficienza raggiunta attualmente dagli apparecchi migliori. Dal 2017 dovrebbe quindi essere introdotta la classe D come esigenza minima (SH, TG, asci, FRC, Greenpeace, Pro Natura, PUSCH, S.A.F.E., FSE, SKS, SPS, Toptest, ATA, WWF). Oggigiorno vengono già commercializzati molti apparecchi che rientrano in quest’ultima classe. Inoltre il potenziale di risparmio in Svizzera attraverso la classe D come esigenza minima sarebbe di 45 GWh/anno.
2.5.4.2 Cappe da cucina per uso domestico (appendice 2.24)
Un gruppo di 14 partecipanti giudica la prevista preclusione del mercato delle prescrizioni UE per le classi F, E e D come troppo poco severa, poiché le prescrizioni non corrisponderebbero al BAT (SH, TG, asci, FRC, Greenpeace, Pro Natura, PUSCH, S.A.F.E., FSE, SKS, SPS, Toptest, ATA e WWF). La proposta chiede di adottare come esigenza minima per questa categoria di apparecchi la classe di efficienza C dal 1° gennaio 2017 e la classe A da gennaio 2019. I richiedenti fanno capo a una ricerca di mercato dell’Associazione Svizzera per l’efficienza energetica (S.A.F.E.), secondo cui in Svizzera gli apparecchi raggiungono già dal 2015 le classi di efficienza A e A+. Il potenziale di risparmio complessivo in Svizzera della classe A rispetto al modello tipico attualmente in commercio si aggira attorno ai 40 milioni di kWh/anno. I medesimi partecipanti chiedono di stralciare i termini transitori: al più tardi dalla fase 2 (febbraio 2017) non saranno più necessari ulteriori termini transitori per la commercializzazione.
2.5.5 Ulteriori richieste per gli apparecchi elettrici
Diversi partecipanti chiedono l’introduzione, ai sensi della mozione 11.3376, delle medesime esigenze minime per le piastre elettriche da cucina in linea con gli inasprimenti previsti dall’UE per il 2018 e per il 2020 (asci, FRC, Greenpeace, Pro Natura, PUSCH, S.A.F.E., FSE, SKS, SPS, ATA, WWF).
Apparecchi per la produzione di calore, di acqua calda per usi igienici e di ventilazione (prodotti da costruzione)
La maggior parte dei partecipanti non formula particolari osservazioni in merito ai prodotti da costruzione. I partecipanti accolgono favorevolmente buona parte delle modifiche in linea con i regolamenti dell’UE (SH, SZ, TG, asci, FRC, Greenpeace, Energia legno Svizzera, Pro Natura, PUSCH, S.A.F.E., FSE, SKS, SPS, suissetec, ATA, WWF) e sono favorevoli alla ripresa differenziata dei vari regolamenti europei. In particolare i partecipanti summenzionati ritengono ragionevoli e praticabili i termini transitori proposti. Alcuni chiedono indicazioni ancora più dettagliate e raccomandano di semplificare le disposizioni transitorie e di rinunciare ai termini transitori per la commercializzazione (mantenere solo il termine di cessione).