Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/117: Modifica dell'ordinanza sull'energia (OEn) · 16 pagine

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SPS, Toptest, ATA, WWF). Queste organizzazioni chiedono che vengano considerate le sovvenzioni esistenti e di conseguenza tutte le forme di contributi (per il risanamento e la produzione). Altrimenti in taluni casi la fonte di indennizzo per il risanamento di impianti risulterebbe la stessa di quella della promozione della produzione, senza che ciò sia considerato nell’esame economico. Inoltre, le organizzazioni menzionate chiedono che lo smantellamento sia considerato come possibile opzione: in determinati casi i costi di risanamento di un impianto potrebbero risultare sproporzionati per la produzione stessa. Nella disposizione concernente le misure va perciò esaminata la possibilità di uno smantellamento dell’impianto.

I 14 fautori di un indennizzo completo delle misure di risanamento giustificano la loro richiesta con il fatto che la cessione obbligatoria di deflussi residuali nel quadro dei rispettivi risanamenti arriverebbe al limite di quanto economicamente sopportabile (art. 80 cpv. 1 LPAc). Secondo l’articolo 15abisLEne i costi di questi risanamenti, in quanto provvedimenti ai sensi della legge federale sulla protezione delle acque, vanno rimborsati per intero al concessionario. I partecipanti giudicano le previste modifiche giuridicamente in contrasto con l’articolo 15abisLEne e mettono in guardia circa possibili ricorsi qualora dovessero entrare in vigore le previste modifiche dell’OEn. A ciò fanno seguito sei richieste in relazione alla presente revisione 16b:

 Diverse organizzazioni del settore elettrico chiedono l’indennizzo dei costi completi anche per

gli impianti internazionali (centrali di frontiera) di cui all’articolo 17d e segg.

 Per 18 partecipanti (BE, TI, VS, AEE, Axpo, BKW, EKZ, EKW, ewz, IBAarau, ISKB, Energia le-

gno Svizzera, UCS, città di Losanna, suissetec, ASEA, swisselectric, AES) vanno pure indennizzati i costi ricorrenti per le concessioni la cui durata supera i 40 anni. La motivazione addotta nel rapporto esplicativo a sostegno della durata di 40 anni non è giustificata. BE spiega che le concessioni di 33 centrali idroelettriche interessate da un risanamento scadono dopo il 2055 o in alcuni casi addirittura dopo il 2070. Allo scadere dei 40 anni i costi ricorrenti sono a carico dei concessionari. I detentori di centrali idroelettriche procrastinerebbero altrimenti nel limite del possibile le misure di risanamento finché la durata residua della concessione è di 40 anni; a quel punto i costi delle gettate di ghiaia possono essere finanziati da Swissgrid (AEE, ISKB,

Energia legno Svizzera). Inoltre, con il previsto limite temporale fissato per la ripresa dei costi, si temono ripercussioni negative per la protezione delle acque. Per di più, la durata di vita prevista per le opere idrauliche è di almeno 50 – 80 anni. Losanna ha perciò obiettato che la durata media delle misure edili non è di 40 anni, ma secondo stima di 65 anni, poiché circa il 70 per cento delle misure di risanamento riguarda opere ingegneristiche che superano la durata della concessione. Per queste ragioni, l’indennizzo dovrebbe essere garantito almeno fino alla scadenza della concessione.

 Losanna propone inoltre di mantenere la menzione dell’articolo 80 LAPAc nell’appendice 1.7,

numero 3.1, lettera e. Losanna raccomanda pure di precisare l’inizio della durata di 40 anni, aggiungendo che questo periodo decorre a partire dalla fine delle misure di risanamento.

 Anche le imposte e i costi per la manutenzione degli impianti devono essere riconosciuti come

costi computabili; la lettera a e la lettera b al numero 3.2 devono essere stralciate (tra l’altro Axpo, BKW, UCS, ASEA, AES). I Cantoni BE, VS e TI chiedono pure la computabilità dei costi di manutenzione – che potrebbero rivelarsi significativi per gli impianti discosti e ad alta tecnologia o per i risanamenti di deflussi discontinui.

 I costi del capitale connessi a un prefinanziamento di misure di risanamento devono poter es-

sere computati, secondo il parere di almeno 16 partecipanti (BE, GR, TG, TI, VS, Axpo, BKW, EKZ, EKW, ewz, IBAarau, UCS, città di Losanna, ASEA, swisselectric, AES), sotto forma di una lettera f supplementare. BE considera la mancata determinazione (se i costi del capitale di un prefinanziamento valgono come costi computabili) una grave lacuna della revisione e sollecita un chiarimento nel quadro della presente revisione. Viene quindi promosso un esame volto a chiarire se i costi del capitale possono essere considerati computabili.

 Diversi partecipanti sostengono che debba essere valutata l’ipotesi di una deroga per la proce-

dura di indennizzo per i costi in casi speciali (per es. studi preliminari di progetti pilota) affinché si possa presentare una domanda d’indennizzo prima che sia rilasciata la licenza di costruzione, riducendo così i costi del capitale durante la fase di pianificazione dei lavori (art. 17d segg.; GR, TI, Axpo, BKW, EKW, Comune di Losanna, IBAarau, swisselectric, ASEA, AES). GR critica il fatto che la data e la responsabilità di entrambi gli esami siano finora poco chiare.

 L’ASEA e altri responsabili del settore elettrico pretendono inoltre l’indennizzo dei costi di pro-

gettazione delle misure di risanamento che alla fine dei lavori preliminari non verranno attuate perché non ritenute opportune.