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Consultazione 2015/18: Strategia Nazionale Dipendenze · 32 pagine

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Comportamento a basso rischio descrive un approccio alle sostanze psicoattive o ai

comportamenti che non è dannoso per la salute del diretto interessato e del suo entourage, anzi è tollerato o in parte persino culturalmente promosso.

Comportamento a rischio descrive il consumo di sostanze o un comportamento che può essere causa di problemi o danni fisici, psichici o sociali per il diretto interessato o per le persone che interagiscono con lui. Si fa distinzione fra tre modelli di comportamento con un potenziale dannoso per il soggetto e per chi gli sta intorno:

• il comportamento eccessivo si riferisce alla ripetizione eccessiva e con episodi

frequenti di un’attività potenzialmente dannosa oppure al consumo di grandi quantità di sostanze psicoattive in un breve periodo di tempo (ad es. il «binge drinking», o la pratica eccessiva del gioco di denaro);

• viene definito comportamento cronico un consumo smodato e molto frequente oppure un comportamento che si ripete regolarmente. Se continuato per un lungo periodo, tale comportamento provoca danni «cumulativi» (ad es. l’assunzione continua di

medicamenti – anche non prescritti –, o il consumo cronico di alcol);

• un comportamento non adeguato alle situazioni fa riferimento al consumo di

sostanze psicoattive in situazioni in cui si può mettere in pericolo o danneggiare sé stessi oppure gli altri (ad esempio guidare l’automobile in stato d’ebbrezza, consumare durante la gravidanza sostanze psicoattive che danneggiano il feto o praticare il gioco di denaro nonostante si sia già indebitati).

La dipendenza è un fenomeno biologico e psicosociale. Le neuroscienze descrivono la

dipendenza come un processo nel quale interagiscono fattori biologici, psichici e sociali e in cui il cervello si adatta biologicamente al comportamento di consumo. Dal punto di vista medico, la dipendenza è una malattia, descritta nel Manuale diagnostico dell’Organizzazione mondiale della sanità OMS (ICD-10, codici F1). Nel manuale dell’American Psychiatric Association [DSM-5] si parla di «dipendenze e disturbi correlati», i termini «abuso» e «dipendenza» sono sostituiti da «disturbo da uso di sostanze», descritto con vari gradi di significatività. L’ICD-10 funge da

riferimento anche per gli specialisti in Europa.

La dipendenza ha ripercussioni sul corpo e sulla psiche dell’individuo, sul suo entourage e sulla sua integrazione sociale. Insorge a causa di predisposizioni soggettive, ma anche a seguito di condizioni ambientali (entourage, situazione professionale e finanziaria, approccio culturale al consumo di sostanze, disponibilità di queste ultime, ecc.). La dipendenza si osserva in persone di tutte le età, a prescindere dalla loro estrazione culturale: il fenomeno si contraddistingue per la presenza di modalità di comportamento incontrollate che vengono continuate anche dopo

l’insorgenza di gravi conseguenze negative sociali e di salute.

Nell’ICD-10 sono descritti i seguenti sintomi tipici di una dipendenza: impulso irrefrenabile al consumo, ridotta o assente capacità di controllare il consumo, sintomi da astinenza, sviluppo di tolleranza (per ottenere l’effetto desiderato occorrono quantità sempre maggiori di una

determinata sostanza), abbandono di altri interessi e perseveranza del comportamento

nonostante la consapevolezza delle conseguenze dannose. Il DSM-5 include anche le

dipendenze da comportamenti: per esempio descrive il gioco di denaro patologico come una dipendenza.

6 I Strategia nazionale dipendenze 2017–2024 Bozza, versione del 07.05.2015