Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/93: Adattamenti della legge federale sugli stranieri (LStr) (Norme procedurali e sistemi informativi) · 46 pagine
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N° Référence: COO.2180.104.7.67606 / 462/2014/00002
penale svizzero epaquet législatif LEtr [ID: 240451] una lesione effettiva dell’integrità fisica, psichica o sessuale della vittima come conseguenza diretta del reato49. È considerato un reato ai sensi della LAV qualsiasi atto illecito ai sensi del Codice penale svizzero, indipendentemente dal fatto che l’autore sia stato individuato, si sia comportato in modo colpevole oppure abbia agito intenzionalmente o per negligenza (art. 1 cpv. 3 LAV). Per percepire le prestazioni di aiuto alle vittime non è necessario l’avvio o lo svolgimento di un procedimento penale e la vittima non può essere obbligata a sporgere denuncia o querela50.
L’avamprogetto propone di limitare i reati rilevanti ai fini della LAV, nella misura in cui il reato deve essere avvenuto in relazione all’esercizio della prostituzione51. S’intende così tenere conto della situazione di pericolo particolare in cui si trova chi esercita la prostituzione.
Come nel caso dell’aiuto al ritorno nei settori dell’asilo e degli stranieri, il criterio dell’indigenza si applica anche alle prestazioni (preliminari) secondo la LAV. Il diritto in materia di aiuto alle vittime intende risarcire le persone per il danno o l’ingiustizia subiti, ossia compensare i danni e i torti patrimoniali e psicologici. Esso pertanto ricostituisce e non migliora lo stato precedente. I requisiti posti alla dimostrazione della qualità di vittima dipendono dal tipo e dalla portata dell’aiuto richiesto nonché dal momento del ricorso all’aiuto52.
Le disposizioni d’esecuzione vigenti per le vittime della tratta di esseri umani (art. 35 e 36 cpv. 1-3 e 5-6 OASA) vanno applicate per analogia alle vittime di reati ai sensi della LAV connessi all’esercizio della prostituzione: se indizi fondati fanno supporre che una persona straniera che esercita la prostituzione è vittima di un reato di rilievo ai sensi della LAV, la competente autorità cantonale degli stranieri (art. 88 cpv. 1 OASA) accorda un periodo di recupero e di riflessione durante il quale la persona interessata può ristabilirsi e deve decidere se collaborare con le autorità inquirenti, partecipare personalmente al procedimento penale o far valere prestazioni ai sensi della LAV.
Prima della scadenza del periodo di riflessione (in analogia all’art. 35 OASA), le autorità competenti comunicano all’autorità in materia di stranieri se e per quanto tempo sia necessaria o opportuna la presenza della vittima. L’autorità degli stranieri può chiedere informazioni al consultorio soltanto con il consenso della vittima (art. 11 cpv. 2 LAV; obbligo del segreto). L’autorità competente in materia di stranieri del Cantone in cui è stato commesso il reato rilascia un permesso di soggiorno di breve durata per le indagini di polizia, il procedimento giudiziario e penale o la consulenza da parte del consultorio.
Art. 57a (nuovo)
I capoversi 1 e 2 si fondano sulle disposizioni della LFCo sulla garanzia e lo sviluppo della qualità nella formazione continua (cfr. anche n. 1.2.4).
Stabiliscono che la Confederazione può fissare, d’intesa con i Cantoni, i criteri per la garanzia e lo sviluppo della qualità dei provvedimenti per l’integrazione degli stranieri sostenuti dalla Confederazione e dai Cantoni. Ciò vale soprattutto per i settori della promozione sostenuti dai programmi cantonali d’integrazione. Tra i settori più importanti vi sono la promozione linguistica, le qualifiche nell’ambito dell’integrazione lavorativa e la consulenza.
49 DTF 125 II 268; DTF del 20 feb. 2007 n. 6S.543/2006; DTF del 24 nov. 2005 n. 6S.437/2005. La lesione è diretta se la figura di reato in questione ha lo scopo di tutelare (anche) l’integrità fisica, psichica o sessuale (DTF 129 IV 95 segg.). Con rispettivamente il 49,2 % e il 12 %, le lesioni e la coazione sessuale/violenza carnale sono i reati più frequenti nei 31 365 casi di consulenza dei consultori (fonte: statistica delle vittime di reati UST).
50 Nel 2013, ad esempio, secondo la statistica sull’aiuto alle vittime dell’UST soltanto il 47,7 % dei casi di consulenza dei consultori ha condotto a un procedimento penale.
51 L’errore di un medico che lede l’integrità fisica o psichica può anch’esso giustificare il diritto all’aiuto alle vittime, sempreché si sia in presenza di una violazione penale dell’obbligo di diligenza.
52 Si distinguono tre livelli. Consulenza in senso stretto (= consulenza immediata e a lungo termine da parte del consultorio, senza prestazioni finanziarie) e aiuto finanziario immediato: in tal caso è sufficiente che la qualità di vittima entri in linea di conto; contributi ai costi dell’aiuto a lungo termine: in tal caso la qualità di vittima deve essere probabile; risarcimento e riparazione: in tal caso la qualità di vittima deve essere altamente probabile (almeno del 75 %).