Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/10: L'ordinanza del DFI che stabilisce il contributo per la prevenzione generale delle malattie · 32 pagine

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Secondo ZG è sproporzionato e sconcertante che un’organizzazione che si finanzia mediante tasse prescritte per legge voglia incrementare in tal modo le proprie risorse finanziarie, onde realizzare nuove idee. Ogni ente pubblico, sia esso la Confederazione, un Cantone o un Comune, deve limitarsi nell’adempimento dei propri compiti e non può semplicemente raddoppiare le proprie entrate fiscali per avviare nuovi progetti. La promozione della salute e la prevenzione sono di competenza dei Cantoni. Nell’adempimento di tale compito bisogna pertanto concedere loro il maggior margine di manovra possibile, che risulta invece limitato dalle diverse strategie nazionali della Confederazione su tematiche sanitarie e dal loro collegamento con le imposte a livello federale attraverso il supplemento di premio LAMal. Il Cantone rifiuta un ulteriore ampliamento delle attività della Fondazione anche per questo motivo.

ASA, Helsana, Curafutura e CURAVIVA affermano che l’aumento dei contributi per la prevenzione richiesto debba essere rifiutato poiché manca trasparenza riguardo alle modalità e allo scopo d’utilizzo delle risorse finanziarie. Non è descritto in maniera sufficientemente chiara e univoca come tale importo sarà impiegato a favore di progetti di prevenzione. CURAVIVA critica inoltre i meccanismi di controllo sull’adeguatezza dell’impiego di tale contributo, considerandoli lacunosi o quantomeno descritti in maniera lacunosa dall’UFSP.

SMCB è contraria all’aumento e richiede piuttosto che, a partire dal 2017, venga distribuito diversamente l’attuale supplemento di 2,40 franchi annui per persona soggetta all’obbligo d’assicurazione, focalizzandosi maggiormente sugli ambiti «Salute mentale» e «Promozione della salute e prevenzione in età avanzata». SMCB chiede inoltre di fissare un tetto massimo di 2 milioni di franchi per i costi di amministrazione, di affidare alla Confederazione la gestione e il finanziamento di un numero esiguo di misure e programmi d’azione mirati e di concentrare l’attività di prevenzione a livello federale su misure di prevenzione primaria, ovvero sul riconoscimento e l’intervento precoci.

ASA, PPD, senesuisse, GM e sgv-usam esigono che, prima di stanziare fondi, si elabori un piano di controllo che indichi chiaramente gli obiettivi che devono essere raggiunti e che si chiarisca, innanzitutto, l’efficacia delle attività della Fondazione. Anche Curafutura esige che siano condotte esternamente analisi degli effetti regolari e trasparenti.

ASA, CURAVIVA, Helsana, GM, BGMn e lth esprimono inoltre la loro contrarietà alla monopolizzazione delle attività di prevenzione da parte della Fondazione; non è ammissibile che a trarne vantaggio sia un’unica organizzazione nazionale.

L’atteggiamento di rifiuto di ASA, Helsana, BGMn, lth e Curafutura è motivato con l’allontanamento della Fondazione dai propri compiti fondamentali, sanciti nella legge federale sull’assicurazione malattie e già oggi ampiamente oltrepassati. La Fondazione se ne è ampiamente allontanata in particolare nell’ambito della gestione della salute in azienda (consulenza ad aziende nel quadro del Friendly Work Space): la LAMal prevede, infatti, che la Fondazione stimoli, coordini e valuti misure, ma non che ne realizzi di proprie. Queste ultime causano già attualmente un impiego di risorse finanziarie molto più elevato di quello previsto dal mandato. ASA, PLR e Ith aggiungono che, negli ultimi anni, per via dell’attuazione di misure proprie è anche quasi raddoppiato il personale.

ASA, Curafutura e lth ritengono problematico che la Fondazione tenti, con i fondi per la promozione, di monopolizzare il mercato con offerte proprie e di prescriverle come standard di qualità. Creando un proprio marchio di qualità «Friendly Work Space» la Fondazione assume inoltre diversi ruoli: pubblicizza e assegna il marchio, fornisce consulenza, forma funzionari propri e, contemporaneamente, funge da organo di valutazione e ricorso. Nel settore delle certificazioni, tale molteplicità di funzioni è molto inusuale e inattendibile, poiché manca la necessaria divisione dei ruoli. Tale opinione è condivisa anche dal PLR, secondo cui negli ultimi anni la Fondazione si è sviluppata come un’organizzazione che crea e vende prodotti propri (p. es. S-Tool, controllo GSA, marchio Friendly Work Space, ecc.). Bisogna altresì prevedere una notevole distorsione del mercato e considerare che un simile modello aziendale sottrae anche risorse ai progetti di portatori di interessi, siano essi di Cantoni o di organizzazioni private. Negli ultimi anni, inoltre, è aumentato notevolmente il personale.