Rapporto esplicativo
Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 66 pagine
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alla riduzione delle emissioni. Nel 2014, le emissioni di gas serra nell’agricoltura erano inferiori del 10 per cento rispetto al livello del 1990, in quanto è sceso il numero di capi di bestiame, il principale responsabile delle emissioni in questo settore.
Non si può ancora giudicare se verrà raggiunto l’obiettivo di riduzione, pari al 20 per cento entro il 2020 rispetto al 1990, per i gas serra emessi in Svizzera. Al contrario, l’inventario dei gas serra per il 2015, che verrà pubblicato nella primavera del 2017, mostrerà se sono stati raggiunti gli obiettivi intermedi definiti a livello di ordinanza per i settori edifici (22 %), trasporti (0 %) e industria (7 %). La seguente è una tavola sinottica dello stato dell’andamento delle emissioni nei singoli settori:
Zwischenziel Zielwert Treibhausgasemissionen Veränderung 2015 gegenüber 2020 gegenüber
in Millionen Tonnen CO2-eq 1990 2014 1990 - 2014 19901990
Gebäude 17.1 11.9 -30% -22% -40% Verkehr 14.9 16.2 9% 0% -10% Industrie 13.0 11.4 -13% -7% -15% Übrige 8.7 9.3 6% kein Zw.ziel -10% Total 53.7 48.7 -9% kein Zw.ziel -20%
Tabella 1: Evoluzione delle emissioni dei gas serra nei vari settori
Mentre l’obiettivo settoriale per l’industria probabilmente verrà chiaramente raggiunto, quello dei trasporti dovrebbe mancare nettamente il proprio obiettivo. In caso di condizioni metereologiche favorevoli, l’obiettivo settoriale per gli edifici è a portata di mano. In caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo interno stabilito dalla legge del 20 per cento nel 2020 nel periodo 2021–2030 i provvedimenti dovrebbero compensare le carenze riducendo maggiormente le emissioni di gas serra.
A livello internazionale, a differenza della legge sul CO2, il Protocollo di Kyoto non distingue tra riduzione in Svizzera e all’estero e fissa inoltre un valore obiettivo medio del 15,8 per cento per gli anni 2013–2020. La differenza delle emissioni che risulta da questi due approcci viene coperta da certificati per le riduzioni delle emissioni conseguite all’estero. A tale scopo il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha concluso con la Fondazione Centesimo per il Clima un accordo per l’utilizzo delle prestazioni eccedentarie dal periodo precedente 2008–2012 e sull’utilizzo delle riserve finanziarie.13
2.3.3 Adattamento ai cambiamenti climatici
Anche nel nostro Paese i cambiamenti climatici continuano ad avanzare. Le terre emerse, in particolare nell’emisfero settentrionale, si riscaldano più degli Oceani. Così, dall’inizio delle misurazioni sistematiche (1864), la temperatura media in Svizzera si è innalzata di circa 1,9 gradi centigradi, mentre il riscaldamento nella media globale è di 0,85 gradi centigradi. Il 2015 in Svizzera è stato l’anno più caldo mai misurato, seguito dal 2014 e dal 2011. Temperature elevate e ondate di caldo possono rappresentare un notevole rischio per la salute, in particolare per le persone anziane e quelle bisognose di cure: così, ad esempio, il luglio del 2015, che in molte regioni è stato il mese più caldo mai misurato, ha portato a più morti per il caldo e a un’accelerazione supplementare dello scioglimento dei ghiacciai, nonché a un più rapido scongelamento del permafrost. Con il progredire del riscaldamento climatico cresce la necessità di adottare provvedimenti di adattamento ai cambiamenti climatici.
Nella legge vigente l’adattamento ai cambiamenti climatici è sancito quale secondo, complementare pilastro della politica climatica accanto alla riduzione dei gas serra. La Confederazione viene incaricata di coordinare i provvedimenti di adattamento ai cambiamenti climatici e di provvedere a mettere a disposizione le basi necessarie all’adattamento. Al fine
13 Cfr. il comunicato stampa dell’UFAM del 18 novembre 2013: http://www.bafu.admin.ch/klima/03449/12696/index.html?lang=it&msg-id=50978