Rapporto esplicativo
Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 66 pagine
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Inoltre, i provvedimenti di politica climatica dovrebbero rispettare il principio del «chi inquina paga», contribuire a internalizzare i costi esterni e porre così incentivi negli agenti energetici fossili a un loro uso sostenibile ed efficiente. Proprio l’applicazione di tale principio può tuttavia determinare il fatto di non potere perseguire in tutti i settori un’ottimizzazione dei costi di prevenzione. Così, ad esempio, conformemente al principio del «chi inquina paga», con una quota del 24 per cento sulle emissioni di gas serra della Svizzera (cfr. n. 2.4.2) il settore degli edifici è significativo per i provvedimenti, sebbene, a breve termine, i costi di prevenzione risultino comparativamente elevati.
8.3 Ripercussioni sull’economia
In quanto Paese alpino, la Svizzera è particolarmente interessata dai cambiamenti climatici. Dall’inizio delle misurazioni sistematiche nel 1864 la temperatura media in Svizzera si è innalzata di circa 1,9 gradi centigradi, da una prospettiva si tratta di 0,85 gradi centigradi, una tendenza che dovrebbe ancora accentuarsi fino al 2050.93 Di conseguenza, ad esempio, c’è da attendersi un aumento di eventi estremi quali precipitazioni intense o periodi di canicola e siccità, con ripercussioni sui beni materiali e sulla salute delle persone. Tali ripercussioni si manifestano in danni alle infrastrutture e incidono sulle prestazioni e sulla produttività umane. La Svizzera è indirettamente interessata anche dalle ripercussioni, scatenate o acuite dai cambiamenti climatici, che si verificano in altre parti della Terra. Un rapporto della Banca mondiale94 mostra ad esempio che fino al 2050 1,3 miliardi di persone saranno minacciate da catastrofi naturali riconducibili ai cambiamenti climatici, il che potrà comportare un aumento della pressione migratoria. La Svizzera è quindi fortemente interessata a una politica climatica internazionale che funzioni, a una rapida riduzione delle emissioni globali e a un miglioramento della capacità di adattamento. Il finanziamento della politica climatica internazionale mette a disposizione dei Paesi in sviluppo fondi per adempiere tali scopi.
Cambiamenti climatici senza freni sull’arco dei prossimi due secoli comporterebbero una riduzione media del PIL globale dal 5 al 20 per cento l’anno (costi dell’inazione). I costi per stabilizzare le emissioni a un massimo di 2 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale si situano invece al 2 per cento circa del PIL globale.95 Con la combinazione di provvedimenti proposta la Svizzera fornisce il suo contributo all’attuazione di tale obiettivo globale per il periodo fino al 2030. Inoltre, i costi risparmiati dell’inazione, che tuttavia presuppone una politica climatica internazionale altrettanto ambiziosa, tornano utili alla collettività. La riduzione di combustibili e carburanti fossili e la loro sostituzione a causa dei prezzi del CO2 più alti, nonché la riduzione delle emissioni di metano e gas esilarante fanno calare i costi esterni.
Oltre all’utilità per l’ambiente e la salute per la collettività, le economie domestiche e le imprese efficienti in termini di emissioni di gas serra, nonché i settori innovativi e rispettosi del clima possono trarre anche vantaggi economici dai provvedimenti proposti. I costi diretti del pacchetto di provvedimenti sono a carico soprattutto delle economie domestiche e delle imprese che consumano energie fossili e, in misura minore, degli enti pubblici per l’esecuzione dei provvedimenti.
A causa dei rialzi dei prezzi indotti, rispettivamente, dalla tassa sul CO2 e dalle prestazioni sostitutive dovute al mancato adempimento delle prescrizioni in materia di emissioni di CO2, c’è meno richiesta per beni a elevato tenore di gas serra, combustibili fossili e veicoli inefficienti. Questo effetto è un obiettivo importante di provvedimenti di politica climatica ed è quindi auspicato. Effetti strutturali potenzialmente maggiori nel settore industriale vengono chiaramente attenuati dalle deroghe (SSQE ed esenzione dalla tassa senza partecipazione
93 OcCC (2007): Climate change and Switzerland 2050 – Expected Impacts on Environment, Society and Economy (non disp. in ital.)
94 World Bank (2016): The making of a riskier future: How our decisions are shaping future disaster risk
95 Cfr. Stern (2006): The Economics of Climate Change e OECD (2015): Economic Consequence of Climate Change