Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 16 pagine
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4.4 Posizioni di altre cerchie e organizzazioni interessate
Una larga maggioranza delle associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna e delle altre organizzazioni e associazioni interessate che hanno partecipato alla consultazione vedono con favore una modifica della LLing e un intervento della Confederazione. A loro parere, l’intervento della Confederazione sarebbe giustificato in particolare perché l’armonizzazione decisa in comune dai Cantoni è rimessa in discussione.
ASSMS, caf, FH, FoBil, FPI, HL, LCH, OLSI, PGI, SAB, S&E, SER, ssp, UCS, VSL
Questi gli argomenti addotti dai singoli gruppi d’interesse:
- Le due associazioni mantello delle città e delle regioni di montagna SAB e UCS si dichiarano fautrici
dell’eterogeneità linguistica e ritengono il plurilinguismo un importante fattore di coesione e un asso nella manica nella concorrenza internazionale tra piazze economiche. Ritengono importante anche la permeabilità dello spazio formativo svizzero, che non può esistere senza l’armonizzazione dei programmi. Ammettono la necessità di agire a livello federale, dato che, con loro grande rammarico, è a rischio l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue. Considerano tuttavia importante che sia rispettato il principio della sussidiarietà e che ai Cantoni sia lasciato il margine di manovra più ampio possibile.
- Le organizzazioni linguistiche e per la comprensione – caf, FH, FoBil, FPI, HL, OLSI, PGI – sono
sostanzialmente favorevoli a un intervento della Confederazione per l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue e a garanzia dell’insegnamento di una seconda lingua nazionale dalle elementari alla fine della scuola dell’obbligo. Gli argomenti addotti sono in generale che il plurilinguismo e la comprensione reciproca sono caratteristiche e valori essenziali della Svizzera e che i Cantoni non sono finora riusciti ad armonizzare l’insegnamento delle lingue.
- FH, FPI e HL preferirebbero che i Cantoni, sotto l’egida della CDPE, attuassero da soli la Strategia
linguistica da loro stessi adottata nel 2004. Secondo questi enti, i Cantoni sono responsabili di adempiere il loro mandato costituzionale e attuare la propria strategia con la necessaria convinzione, impegnandosi così per la comprensione reciproca tra le comunità linguistiche. Ritengono però giustificato un intervento della Confederazione in virtù dell’articolo 62 Cost., qualora i Cantoni non riuscissero a concordare un’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue.
- Le organizzazioni linguistiche della Svizzera italiana – FPI, OLSI, PGI – deplorano che nell’attuale
dibattito l’italiano (e il romancio) non siano praticamente considerati e chiedono l’introduzione nella legislazione federale di una disposizione ai sensi dell’articolo 4 capoverso 2 del Concordato HarmoS che prescriva il dovere, per la scuola dell’obbligo, di offrire corsi facoltativi di una terza lingua nazionale. Prediligono pertanto la variante 2 e ne chiedono l’integrazione con l’articolo 4 capoverso 2 del Concordato HarmoS (cfr. argomenti al n. 6.1).
- Le associazioni che rappresentano gli insegnanti e i rettori – LCH, SER, ssp e VSL – attribuiscono
grande importanza all’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue, alla priorità delle lingue nazionali e alla comprensione reciproca tra le regioni linguistiche. Secondo loro, nella Svizzera tedesca l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue straniere altro non è che una sorta di raffazzonato collage. Per questo ritengono per principio giustificato un intervento della Confederazione a tutela dell’insegnamento delle lingue nazionali nella scuola dell’obbligo e a garanzia dell’armonizzazione dell’educazione.
- ssp e VSL segnalano tuttavia che la Confederazione dovrebbe intervenire soltanto con prudenza
nella sovranità dei Cantoni in materia di educazione e si esprimono perciò per la variante 3 (cfr. tabella sinottica e argomenti al n. 5). Sottolineano inoltre che al processo di armonizzazione andrebbe concesso abbastanza tempo, in modo da permettere alla CDPE di ottenere la necessaria armonizzazione dell’insegnamento delle lingue.
Le seguenti organizzazioni e associazioni esprimono riserve su una modifica della LLing o la respingono:
APEPS, ch, CLACESO, KSV AI
- APEPS e CLACESO ritengono che la Confederazione dovrebbe intervenire in settori di competenza
dei Cantoni soltanto in caso di estrema necessità. Secondo queste due organizzazioni, è ancora presto per dire se i Cantoni, nel quadro della CDPE, potranno riuscire o meno ad armonizzare in tempo utile l’insegnamento delle lingue conformemente alle disposizioni costituzionali.
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