Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 16 pagine
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Gli argomenti a favore della variante 3 sono:
- La variante 3 garantisce nella maniera più chiara ed evidente la posizione della seconda lingua
nazionale dalla scuola elementare fino alla fine dell’obbligatorietà scolastica e riprende la soluzione scelta dai Cantoni nell’articolo 4 del Concordato HarmoS.
- La variante 3 tiene conto del principio di sussidiarietà. Rispetto alle altre, interviene il meno possibile
nella competenza dei Cantoni e accorda loro il maggior margine di manovra possibile poiché non stabilisce né quale deve essere la prima lingua straniera insegnata a scuola, né l’ordine in cui devono essere insegnate le lingue straniere né a partire da quale anno di scuola.
Gli argomenti contro la variante 3 sono:
- La variante 3 va meno lontano del compromesso HarmoS e non prescrive la necessità di raggiun-
gere competenze equivalenti in entrambe le lingue straniere. Indebolisce pertanto gli sforzi di armonizzazione.
- La variante 3 manca di concretezza nella definizione del momento in cui iniziare l’insegnamento
delle lingue straniere e non si esprime sui livelli di competenza da raggiungere. Inoltre non tiene sufficientemente conto della situazione particolare dei Cantoni TI e GR.
6 Ulteriori considerazioni
In singoli pareri sono esposte ulteriori considerazioni sullo sviluppo dell’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo. Le principali sono riassunte qui di seguito:
6.1 Posizione della terza lingua nazionale
Alcuni partecipanti alla consultazione si esprimono sulla posizione della terza lingua nazionale. La CIIP e il Cantone TI sottolineano con rammarico che la lingua italiana non viene praticamente mai menzionata nel dibattito sulle lingue. Il Cantone TI rileva inoltre che attualmente non tutti i Cantoni osservano il principio dell’articolo 4 capoverso 2 del Concordato HarmoS in base al quale, durante la scuola obbligatoria, deve essere proposta un’offerta di corsi facoltativi di una terza lingua nazionale. Il Cantone TI chiede un’integrazione in tal senso della LLing. A suo avviso così facendo si conferirebbe un maggiore peso a questo principio. Le organizzazioni linguistiche della Svizzera italiana – FPI, OLSI, PGI – condividono questa richiesta.
Secondo il Cantone GR, per rafforzare le due lingue minoritarie italiano e romancio, dovrebbe essere proposto – in deroga al Concordato HarmoS – l’insegnamento facoltativo di una terza lingua nazionale a tutti gli allievi del livello secondario I.
6.2 Ulteriori misure per rafforzare l’insegnamento delle lingue
Numerosi partecipanti alla consultazione non mancano di sottolineare che ci sono ulteriori possibilità, oltre al disciplinamento proposto delle condizioni quadro, per rafforzare l’insegnamento delle lingue.
CIIP, BL, FR, SG, TG, VD; caf, CLACESO, PPD, pvl, ssp, USS, VSL
L’azione combinata di diverse misure permetterebbe di migliorare sensibilmente l’insegnamento delle lingue nazionali. Tra queste rientrano:
- un’organizzazione più flessibile dell’insegnamento delle lingue a scuola;
- lo sviluppo della didattica e di strumenti d’insegnamento adeguati;
- l’integrazione delle lingue della migrazione nell’insegnamento delle lingue;
- la formazione e la formazione continua degli insegnanti;
- l’ampliamento delle possibilità di scambio e di immersione linguistica;
- il miglioramento della dotazione oraria;
- la ricerca sui metodi d’insegnamento.
La LLing deve definire meglio il quadro del sostegno che la Confederazione deve fornire a questi diversi miglioramenti. Il caf deplora in questo contesto la riduzione, a suo parere controproducente, degli aiuti finanziari per i Cantoni plurilingui decisa dal Consiglio federale.
Soprattutto gli scambi scolastici offrono grandi potenzialità non soltanto per l’apprendimento delle lingue, ma anche per la promozione della comprensione reciproca tra le regioni linguistiche. I Cantoni SG e TG, la CLACESO, il PPD e la VSL vedrebbero di buon occhio ulteriori sforzi per promuovere le attività interlinguistiche.
Secondo il PPD, il pvl e l’UDC, nella vita sociale e politica quotidiana la comprensione reciproca delle comunità linguistiche è molto più importante della revisione della LLing.
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