Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 16 pagine

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2.2 Analisi dei risultati

L’analisi è focalizzata sugli aspetti più importanti e sollevati con maggiore frequenza nei pareri. Per non compromettere la leggibilità del rapporto è stato deciso di non entrare nel dettaglio di ogni singola considerazione o argomentazione. L’obiettivo primario era di riportare in forma possibilmente sintetica, ma fedele le principali opinioni emerse dalla consultazione.

Il presente rapporto fornisce un quadro generale dei pareri pervenuti. Dopo una breve sintesi dei risultati della consultazione (n. 3), sono esposte le diverse posizioni su un eventuale intervento della Confederazione (n. 4) e sulle tre varianti proposte (n. 5). Nella parte finale sono riassunte altre considerazioni di rilievo (n. 6). In allegato è riportato l’elenco dei partecipanti alla consultazione e delle rispettive abbreviazioni (n. 7). Per maggiori dettagli si rimanda ai pareri dei singoli partecipanti pubblicati sul sito Internet dell’Ufficio federale della cultura.

3 Sintesi dei risultati

A prescindere dalle singole posizioni su un’eventuale modifica della LLing, dai pareri emerge in modo inequivocabile la particolare importanza che riveste in Svizzera l’insegnamento delle lingue nazionali. Tutti i partecipanti alla consultazione sottolineano come in un Paese multilingue l’obiettivo formativo del plurilinguismo e il trattamento prioritario delle lingue nazionali nell’insegnamento siano fattori determinanti per le opportunità future degli allievi. Ritengono inoltre che un insegnamento linguistico di qualità costituisca un contributo rilevante, in termini di politica istituzionale e culturale, alla comprensione fra le comunità linguistiche in Svizzera e con i Paesi vicini.

La varietà linguistica e culturale è un tratto distintivo essenziale del nostro Paese. I partecipanti riconoscono sia la responsabilità politica della Confederazione di promuovere e favorire la comprensione fra le comunità linguistiche della Svizzera, sia l’obbligo politico di armonizzare il settore scolastico per garantire la permeabilità dello spazio formativo svizzero.

La maggioranza dei Cantoni manifesta riserve (in parte anche forti) su una modifica della LLing o la respinge per principio. Pur condividendo la posizione del Consiglio federale – secondo cui la sovranità cantonale in materia di istruzione pubblica non è illimitata e la Confederazione, in virtù dell’articolo 62 capoverso 4 della Costituzione federale (Cost.), è autorizzata e obbligata a legiferare se i Cantoni non adempiono il mandato costituzionale di armonizzazione del settore scolastico – la maggior parte dei Cantoni è dell’avviso che un intervento federale nella sovranità cantonale non è, al momento, indicato. Considerano la modifica della legge prematura, sproporzionata e politicamente inopportuna.

I Cantoni latini (GE, GR, JU, NE, TI, VD) e la CIIP preferirebbero una soluzione cantonale elaborata congiuntamente. Sono tuttavia d’accordo sul fatto che la Confederazione dovrebbe agire rapidamente e con decisione se non si giungesse a una soluzione coordinata.

I partiti PBD, PS, pvl e Verdi sono favorevoli a una modifica della LLing. I partiti PLR e PPD manifestano forti riserve, ma prendono comunque posizione sulle tre varianti proposte. L’UDC e l’UDF sono contrari per principio e non si esprimono pertanto sulle varianti presentate.

Le associazioni dell’economia sottolineano la necessità di un’armonizzazione tra le regioni linguistiche e la grande importanza, per l’economia, della conoscenza delle lingue, in particolare di quelle nazionali, da parte dei lavoratori e ritengono giustificato (ad eccezione di economiesuisse e CP) un intervento federale nel caso in cui i Cantoni non riuscissero a raggiungere l’obiettivo dell’armonizzazione.

Le due associazioni mantello nazionali delle città e delle regioni di montagna SAB e UCS si esprimono chiaramente a favore della pluralità linguistica. Ritengono importante anche la permeabilità dello spazio formativo svizzero, ottenibile soltanto con un’armonizzazione del settore scolastico. Riconoscono la necessità di agire a livello federale, dato che è in gioco l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue.

Anche le associazioni dei docenti della scuola dell’obbligo della Svizzera tedesca e francese sono favorevoli a un’armonizzazione più ampia possibile dell’insegnamento linguistico e a un trattamento prioritario delle lingue nazionali. Ritengono pertanto giustificato un intervento della Confederazione. La maggior parte delle altre organizzazioni e associazioni interessate condivide questa posizione.

42 dei 63 partecipanti alla consultazione si esprimono sulle tre varianti proposte. Le preferenze sono equamente ripartite tra le varianti 2 e 3, mentre la variante 1 non raccoglie alcun consenso.

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