Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 16 pagine

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tion d’une intervention telle que la prévoit le Conseil fédéral, tout en souhaitant que cette démarche puisse amener les cantons à trouver entre eux une solution respectueuse du droit constitutionnel, ce qui implique un délai et des conditions d’intervention que la Confédération devra communiquer à la CDIP.»

La CIIP e il Cantone TI sottolineano con rammarico che nel dibattito sulle lingue non sia praticamente menzionata la lingua italiana. TI rileva che attualmente non tutti i Cantoni osservano il principio dell’articolo 4 capoverso 2 del Concordato HarmoS, in base al quale durante la scuola obbligatoria deve essere proposta un’offerta di corsi facoltativi di una terza lingua nazionale. Per rendere maggiormente vincolante questo obiettivo, chiede quindi che sia integrato nella LLing.

Secondo il Cantone GR, per rafforzare le due lingue minoritarie italiano e romancio dovrebbe essere proposta a tutti gli allievi del livello secondario I – in deroga al Concordato HarmoS – una terza lingua nazionale quale materia facoltativa.

La maggioranza dei Cantoni esprime forti riserve su una modifica della LLing o la respinge per ragioni di principio.

AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GL, LU, NW, OW, SG, SH, SO, SZ, TG, UR, VS, ZG, ZH

Pur condividendo la posizione del Consiglio federale – secondo cui la sovranità cantonale in materia di istruzione scolastica non è illimitata e la Confederazione, in virtù dell’articolo 62 capoverso 4 Cost., è autorizzata e obbligata a legiferare se i Cantoni non adempiono il mandato costituzionale di armonizzazione dell’insegnamento scolastico – la maggior parte di questi Cantoni è dell’avviso che un’ingerenza della Confederazione nella sovranità scolastica cantonale non sia, al momento, indicata. Questi Cantoni considerano la modifica della legge prematura, sproporzionata e politicamente inopportuna.

La posizione critica è motivata con i seguenti argomenti:

- I Cantoni sono in grado di adempiere il mandato di armonizzazione della Cost. anche per quanto

riguarda l’insegnamento delle lingue e sono disposti a farlo. Il rapporto di bilancio della CDPE del 18 giugno 2015 ha dimostrato che l’armonizzazione è già molto progredita e continua nella giusta direzione. L’armonizzazione del sistema educativo dev’essere perseguita attraverso il coordinamento intercantonale. Questa è la via prioritaria anche secondo la Cost. Ma ci vuole pazienza. Bisogna attendere i risultati del rapporto nazionale sull’educazione 2018 e il bilancio della CDPE previsto nel 2019. Secondo questi Cantoni, l’intervento del Consiglio federale sull’insegnamento delle lingue è quindi prematuro.

- La prima applicazione della competenza sussidiaria della Confederazione conformemente all’arti-

colo 62 capoverso 4 Cost. dovrebbe essere considerata alla luce dell’armonizzazione complessiva della scuola dell’obbligo. Non si deve dimenticare che in tutti gli altri settori della pubblica istruzione citati nell’articolo 62 capoverso 4 Cost. l’armonizzazione è riuscita attraverso il coordinamento. Non si può definire fallita l’armonizzazione per via di una sola materia. Un giudizio definitivo potrà essere dato soltanto quando saranno disponibili i risultati dell’introduzione nei Cantoni dei piani di studio delle regioni linguistiche. In questo contesto un intervento federale sarebbe sproporzionato.

- Considerati i rischi di un’eventuale consultazione popolare, bisognerebbe inoltre verificare nei det-

tagli se un intervento federale nella questione delle lingue sia davvero opportuno. Vista l’attuale situazione della politica dell’educazione, una modifica della LLing difficilmente potrebbe essere discussa obiettivamente e con la dovuta distanza da problemi pedagogico-didattici. La campagna di voto potrebbe essere utilizzata per dibattere su argomenti estranei al tema, per esempio la didattica delle lingue straniere, l’introduzione del piano di studio 21, la saturazione degli insegnanti nei confronti delle continue riforme. In queste condizioni non si potrebbe escludere la bocciatura del progetto in un’eventuale votazione popolare. Una bocciatura che inciderebbe negativamente sulle relazioni tra le diverse parti del Paese e metterebbe in pericolo la coesione nazionale più di quanto non faccia l’attuale incompletezza dell’attuazione del compromesso sulle lingue.

Nonostante le loro riserve, alcuni dei Cantoni citati riconoscono che a determinate condizioni potrebbe essere necessaria una soluzione a livello di legge federale. Questi Cantoni hanno espresso un parere sulle tre varianti proposte. Le loro posizioni e i loro argomenti sono riportati al numero 5.

LU, NW, OW, SH, SZ Rapporti sui risultati della consultazione sulla legge sulle lingue Pagina 6 di 16