Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 16 pagine

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4 Posizioni e argomenti: quadro generale

32 dei 63 partecipanti alla consultazione si esprimono sostanzialmente in modo positivo su un’eventuale modifica della LLing, mentre 30 si dichiarano contrari a un intervento della Confederazione. Un partecipante non si esprime su questo punto.

La CIIP e sei Cantoni, quattro partiti politici e una larga maggioranza delle associazioni dell’economia, delle associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, delle associazioni degli insegnanti e delle altre associazioni e organizzazioni interessate si dichiarano sostanzialmente favorevoli a un intervento della Confederazione.

20 Cantoni, due partiti politici, due associazioni dell’economia e altre quattro organizzazioni e associazioni interessate sono contrari a una modifica della LLing. Alcuni dei partecipanti contrari esprimono tuttavia preferenze sulle tre varianti proposte.

4.1 Posizioni dei Cantoni

La CIIP e sei Cantoni sono fondamentalmente favorevoli alla modifica della LLing.

CIIP, GE, GR, JU, NE, TI, VD

Questi Cantoni si dicono preoccupati per le iniziative e i progetti cantonali che rischiano di indebolire l’insegnamento delle lingue nazionali e riconoscono che i Cantoni non hanno del tutto ottemperato al loro dovere costituzionale di armonizzare i programmi. Come il Consiglio federale, preferirebbero una soluzione elaborata congiuntamente dai Cantoni. Convengono tuttavia che la Confederazione debba agire rapidamente e con decisione qualora non fosse possibile giungere a una soluzione coordinata.

Nel dettaglio, i loro argomenti sono i seguenti:

- La CIIP e i Cantoni GE e VD sottolineano il significato politico e istituzionale dell’insegnamento di

una seconda lingua nazionale a partire dalle elementari. A loro parere, la Strategia linguistica adottata all’unanimità nel 2004 dalla CDPE resta la base più ragionevole per lo sviluppo dell’insegnamento delle lingue in Svizzera. Secondo loro, tutti i Cantoni dovrebbero rispettare questa decisione unanime, in quanto depositari di una responsabilità comune per l’accrescimento della coesione e l’apprendimento della convivenza. Dovrebbero quindi sostenere solidarmente l’armonizzazione dell’educazione.

- GE e VD condividono la preoccupazione del Consiglio federale per gli sviluppi in atto in alcuni

Cantoni, che rimettono in questione l’insegnamento di una seconda lingua nazionale nella scuola elementare. Ritengono che l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue necessiti di un quadro legale chiaro e approvano che il Consiglio federale abbia tempestivamente proposto diverse soluzioni in una procedura di consultazione. Visto che il livello di armonizzazione raggiunto rischia di essere ridimensionato, considerano legittima, opportuna e necessaria l’azione del Governo.

- GE e TI confidano che, sulla base della procedura di consultazione, i Cantoni riescano, sotto la

guida della CDPE, ad attuare una soluzione comune, conformemente al mandato costituzionale, fondata sulla Strategia linguistica del 2004. Auspicano che la Confederazione e la CDPE convengano un termine adeguato e definiscano le condizioni quadro per un intervento federale.

- VD si esprime nei dettagli sul tema della proporzionalità degli interventi dello Stato. «En ce qui

concerne le principe de proportionnalité, nous lui accordons une grande importance comme élément constitutif et central du fédéralisme, et nous estimons qu’il implique une retenue de la part de la Confédération même lorsque les conditions formelles et matérielles pour une intervention de sa part sont réunies. […] En revanche, plusieurs éléments, à savoir:

- le fait que plusieurs cantons non seulement n’appliquent pas les règles communes, mais prennent en toute conscience des décisions qui s’en éloignent, sur des éléments essentiels de notre système scolaire obligatoire,

- le fait aussi que huit cantons, certes peu importants par leur population, aient demandé formellement à la CDIP de ne pas respecter l’article 62, alinéa 4 de la Constitution fédérale et menacent ainsi les travaux accomplis par d’autres cantons,

- le rappel enfin de la force normative de fait que peuvent déployer des décisions de quelques cantons en créant un fait accompli et une situation de non-retour qui rend impossible en pratique toute intervention de la Confédération pourtant matériellement voulue par une majorité, comme on a pu le constater après l’introduction de l’anglais dit précoce dans le canton de Zurich et quelques cantons alémaniques, nous semblent suffisants pour justifier aujourd’hui la prépara-

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