Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/47: Modifica della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (Legge sulle lingue, LLing) · 16 pagine

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1 Contesto

Il 6 luglio 2016 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di svolgere una consultazione sulla revisione della legge federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (legge sulle lingue, LLing; RS 441.1).

Con un’integrazione dell’articolo 15 LLing si vuole sostenere l’armonizzazione dell’insegnamento delle lingue nella scuola dell’obbligo. L’obiettivo è di rafforzare la posizione delle lingue nazionali nell’istruzione scolastica di base. Conformemente al loro mandato costituzionale, la Confederazione e i Cantoni devono promuovere la comprensione e gli scambi tra le comunità linguistiche e provvedere a un’elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero.

L’intervento legislativo sottoposto a consultazione è motivato dagli sviluppi in atto in alcuni Cantoni, esposti nei documenti esplicativi, che rimettono in questione l’insegnamento di una seconda lingua nazionale nella scuola elementare. Se dovesse risultare necessaria, la revisione introdurrebbe un disciplinamento che, da un lato, concederebbe alle lingue nazionali lo spazio loro spettante nell’insegnamento scolastico e, dall’altro, terrebbe conto sia delle competenze cantonali nelle questioni di istruzione pubblica sia delle differenze fra le regioni linguistiche. Il Consiglio federale propone tre varianti:

- La variante 1 riprende il testo dell’iniziativa parlamentare depositata dalla Commissione della

scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (14.459): è circoscritta alla scuola elementare e stabilisce che l’insegnamento della seconda lingua nazionale deve iniziare al più tardi nel 5° anno scolastico (HarmoS 7).

- La variante 2 recepisce a livello di legge la soluzione del Concordato HarmoS: stabilisce che la

prima lingua straniera deve essere insegnata al più tardi a partire dal 3° anno di scuola (HarmoS 5) e la seconda al più tardi a partire dal 5° anno (HarmoS 7). Una delle due lingue straniere deve essere una seconda lingua nazionale, l’altra l’inglese.

- La variante 3 garantisce sul piano formale la posizione della seconda lingua nazionale: stabilisce

che l’insegnamento della seconda lingua nazionale deve iniziare nella scuola elementare e proseguire fino al termine del livello secondario I.

Come precisato dal Consiglio federale nei documenti esplicativi, lo scopo perseguito con la consultazione era di sottoporre per tempo a discussione possibili soluzioni. Dopo l’analisi dei risultati avrebbe valutato insieme ai Cantoni (rappresentati dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione, CDPE) quale seguito dare ai lavori. L’auspicio del Consiglio federale è tuttavia che i Cantoni riescano a pervenire a una soluzione condivisa. Se la Strategia linguistica concordata nel 2004 dovesse essere attuata da tutti i Cantoni, verrebbe a cadere la necessità di modificare la LLing.

2 Procedura di consultazione e analisi dei risultati

2.1 Procedura di consultazione

Gli organismi invitati a partecipare alla consultazione hanno avuto tempo fino al 14 ottobre 2016 per esprimersi sulla modifica della LLing. In particolare è stato chiesto loro di dire a quale delle tre varianti (cfr. n. 1) darebbero la preferenza nel caso in cui si rendesse necessaria una revisione della legge.

Oltre ai 26 Governi cantonali sono stati interpellati 2 conferenze intercantonali, 13 partiti politici, 3 associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna, 8 associazioni mantello nazionali dell’economia (in seguito: associazioni dell’economia) e 18 organizzazioni attive prevalentemente in ambito culturale o educativo. Complessivamente sono stati invitati a partecipare alla consultazione 70 organismi.

Entro la scadenza sono pervenuti 63 pareri, compresi quelli di partecipanti non interpellati direttamente. Si sono espressi 26 Cantoni, 1 conferenza intercantonale, 8 partiti politici, 8 associazioni dell’economia, 2 associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagne e 18 organizzazioni e altri interessati. Per maggiori dettagli si rimanda all’elenco dei partecipanti alla consultazione (n. 7.1).

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